QUANDO A TORINO NON C’È PIÙ NIENTE DA FESTEGGIARE.

Personaggi

A quanto pare a Torino in questo momento si sta consumando l’ennesimo flop di un’amministrazione fallimentare, un cancro per Torino, come mai a memoria d’uomo si era visto.
In questo momento sentiamo in lontananza le esplosioni dei fuochi di artificio, lente scadenzate, banali, assolutamente in linea con le politiche della giunta.
A quanto pare delle 48.000 persone attese per gremire Piazza Vittorio (un numero assolutamente esiguo per la cittadinanza che si è sentita tagliar fuori dalla piazza più bella di Torino) ne sono giunte soltanto 15.000, lasciando quindi la piazza più grande d’Europa miseramente vuota.
Questa è una risposta che va al di là della politica, delle urne elettorali e dei massimi sistemi, questa è la fine della credibilità politica del sindaco Appendino chiaramente espressa dalla cittadinanza tutta.
E quindi una sconfitta integrale e generale di questo governo pentastellato a Torino, che ha trasformato la nostra amata città in un luogo di paura e di terrore, dove per una festa storica si utilizzano le identiche misure di sicurezza utilizzate per la visita di Papa Francesco.
Da un eccesso all’altro, tipico errore di chi non sa amministrare e sperimenta sulla pelle dei cittadini soluzioni a problemi che la maggior parte del mondo ha già da tempo risolto.
Neppure capace di copiare.
Solidali con gli ingrati che hanno preferito il loro balcone alla piazza siamo degni di veicolare scontento e rabbia verso una giunta ormai alla frutta.
Buona estate ingrati.
E un buon San Giovanni a tutti.

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