LA LEGA È MORTA, LUNGA VITA ALLA LEGA.

Personaggi, Storia

Amici ed amiche dell’ingrato,

Oggi scriviamo l’epitaffio del più longevo partito nazionale, nato con obiettivi precisi e guidato da politici in grado di portarlo in pochi anni a segnare la storia italiana delle ultime decadi.
Nato accogliendo intorno alla figura di Umberto Bossi e dei suoi ideali i principali movimenti indipendentisti italiani, sopratutto nel nord Italia.
Negli anni ne hanno viste tante i leghisti, quelli veri.
Hanno subito attacchi quasi da ogni parte politica ed hanno resistito, oggi tuttavia la lega nord è caduta.
Caduta sotto un attacco implacabile che ha lentamente eroso i suoi valori, sostituendoli con banalità ed arrivismo politico.
Attacco che come nelle più classiche tragedie wagneriane ha origine al suo interno, da quella minoranza bistrattata (giustamente) che approfittando della malattia del senatur non ha esitato neppure un secondo ad accaparrarsi il potere.
Individui senza valori, educati al leccaculismo, all’arrivismo, privi di empatia e fondamentalmente mediocri.
In sintesi parliamo di traditori di una causa giusta, sia essa il secessionismo o per i più moderati il federalismo.
Traditori che oggi sul pratone di Pontida pur indossando le camicie verdi, hanno osannato un leader che, di fatto, ha cancellato con un veloce ed indifferente colpo di spugna più di 25 anni di valori, lotte e sacrifici.
Giovani padani o giovani salviniani?
Di padano costoro ormai non hanno nulla, condividono nei comportamenti e nelle idee i più beceri politici romani, truffaldini e mendaci, che per una poltrona hanno venduto la loro inutile anima.
La colpa è anche di chi, non cogliendone la pericolosità ha permesso a questi barbari di infiltrarsi nelle posizioni di controllo del movimento.
Combattere è ora un dovere, ora che il disegno dei traditori è palese.
Gli ideali tuttavia non muoiono, anche se mentecatti, nani e ballerine li hanno accartocciati e infangati, esisteranno sempre persone che con le loro azioni e valori sapranno imporsi allo scempio ed alla volgarità.

Christian Longatti

Andrea Gunetti

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