MAD: MUTUAL ASSURED DESTRUCTION

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Mutua distruzione assicurata.

Un’idea che ha portato il mondo alle soglie dell’olocausto nucleare, che ha segnato le menti ed i cuori di generazione di giovani infondendo in loro il terrore verso l’ineluttabilità del fungo atomico.
Una delle forze più incredibili imbrigliate dall’uomo, dimostrazione evidente delle mancanze dell’uomo stesso che invece di sfruttarla a pieno per il benessere comune ne ha fatto un’arma.
L’arma che tiene il creato col fiato sospeso da decenni, l’arma finale, l’arma del giudizio.
Dire basta è possibile, Senzatomica – Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, un’iniziativa ideata e promossa dall’lstituto Buddista Italiano Soka Gakkai con il patrocinio della Città di Torino, del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comitato Regionale dei Diritti Umani e dell’Università degli Studi di Torino si prefigge questo obiettivo.
Un grande progetto di respiro internazionale fortemente voluto e sostenuto dalle Istituzioni che si sono impegnate, negli ultimi mesi, in varie azioni di sensibilizzazione sul tema del disarmo nucleare come, ad esempio, con la campagna Italia Ripensaci. ( L’italia infatti non ha firmato il trattato di abolizione delle armi nucleari)

Dal 2011 a oggi, sono state realizzate 74 edizioni della mostra Senzatomica in varie città italiane, con un totale di 330.000 visitatori e più di un milione di persone coinvolte negli eventi collaterali.
Dal 17 gennaio al 27 febbraio, presso il Mastio della Cittadella,  sarà ospitata la mostra anche a Torino.
Senzatomica non è soltanto una mostra, è anche una campagna che punta a creare una nuova consapevolezza sulla minaccia che le armi nucleari rappresentano per ogni forma di vita sul pianeta. Proprio per questo, Senzatomica è uno dei principali partner italiani di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear weapons), una coalizione di organizzazioni non governative di 101 paesi insignita con il premio Nobel per la Pace 2017 per t’incessante impegno nel promuovere la messa al bando delle armi nucleari, culminato nello storico trattato siglato nel luglio 2017 all’ONU dopo diversi negoziati. La consegna del premio Nobel per la Pace è avvenuta a Oslo il 10 dicembre 2017. a un mese di distanza dallo storico simposio internazionale che ha riunito in Vaticano, alla presenza del
Papa, rappresentanti di ICAN e di Senzatomica, 11 premi Nobel, rappresentanti deIl’ONU, della NATO e di vari Stati, per un mondo libero da armi nucleari e dal senso di impotenza che infondono nell’umanità tutta.
La mostra, ad ingresso libero, è dedicata in particolare alle nuove generazioni, chiamate ad unirsi per agire con spirito solidale per inaugurare una nuova era di speranza e di pace e approfondire tematiche attuali e di ampio respiro, quali la responsabilità sociale dello scienziato, la responsabilità nei confronti delle generazioni future, l’impatto ambientale dei test nucleari, il costo esorbitante degli armamenti e del loro mantenimento, l visitatori saranno supportati da volontari, appositamente formati, che illustreranno i contenuti dei pannelli lungo il percorso di visita.
L’inaugurazione con il taglio del nastro è avvenuta martedì 16 gennaio, alla presenza del presidente del Consiglio regionale del Piemonte Mauro Laus, dell’Assessore alle Politiche giovanili e ai Beni Comuni della Città di Torino Marco Giusta, del Vice-Presidente Comitato Regionale Diritti
Umani Giampiero Leo, del Presidente del Comitato Interfedi Valentino Castellani e dei rappresentanti di tutte le confessioni religiose della Regione, della Prof. Enza Pellecchia, Ordinaria di Diritto Privato nell’Università di Pisa e Direttrice Centro interdisciplinare “Scienze per la pace”, di Daniele Santi, Segretario Generale della campagna Senzatomica, di Franco Malusardi, Consigliere Nazionale dell’istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e del Generale di Brigata Fulvio Poli vice capo del V° reparto Stato Maggiore Esercito Italiano.
Ora che possiamo guardare il baratro da noi stessi creato è giunto il momento di scegliere con coraggio e determinazione quale sarà il nostro destino.
Un destino che è sempre stato nelle nostre mani, vogliamo evolvere o perire? Ognuno di noi è tenuto a rispondere a questa domanda.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

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