SHOOT YOUR TV

serious tv

Tornato a casa dopo una giornata di fatiche varie ed eventuali, mi butto malamente sul divano. Mi guardo attorno. Di fronte a me lo schermo spento della mia televisione. Sulla mia destra, la più letale delle armi a mia disposizione in quel momento: il telecomando. Lo impugno come una  pistola  e accendo quello che, da molti, viene definito come l’elettrodomestico da compagnia per eccellenza. Una sorta di Fido con uno schermo scintillante, pronto a vomitare immagini e suoni ventiquattr’ore su ventiquattro per fare compagnia a qualsiasi tipologia di telespettatore. Da chi soffre di insonnia a chi perde i sensi sul letto. Da chi lavora di notte a chi aspetta il calar delle tenebre in attesa di un palinsesto che non insulti l’intelligenza media dei (pochi) spettatori dotati di libero pensiero. Il mio televisore si scalda e in pochi istanti proietta nella mia stanza l’immagine di alcuni Vip (o presunti tali) sul viale del tramonto, intenti a battibeccare su un’isola deserta. Immagino di estrarre il tamburo del mio revolver e di caricarlo con proiettili .44 Magnum. Punto il televisore con la mia rivoltella immaginaria e sparo. Finisco su un canale dove ragazze dalla parlata sguaiata discutono animatamente una contro l’altra, con il preciso intento di farsi a pezzi per entrare nelle grazie del belloccio di turno dalle sopracciglia ad ali di gabbiano e dall’espressione vacua ed interrogativa. Altro canale, altro bersaglio. Calcio parlato in tv. Già dato. Dribblo e finisco su un canale che da spunto a coppie in crisi su come fare a pezzi ed occultare il proprio partner in novanta modi diversi. La crisi dei valori veri non conosce mai fine. Il bersaglio mobile questa volta è un programma che mostra nei dettagli i controlli effettuati in diversi porti di capitali europee ed internazionali (il miglior metodo per dare un freno al flusso turistico). Ho diverse munizioni, quindi continuo a sparare a ritmo continuo saltando volutamente tutti quei canali privati che mandano in onda televendite, repliche di vecchi telefilm dimenticati anche da chi li ha interpretati, programmi musicali di liscio e ciarpame misto. Ma qualcosa non va. Il mio revolver si inceppa e finisce su un canale che trasmette gli spot elettorali delle varie forze politiche in vista delle imminenti elezioni. Cerco disperatamente di spostarmi da quei messaggi subliminali lanciati dai soliti cessi in doppiopetto che dovrebbero avvicinare la politica alla gente ma che fanno più danni di un toro in una cristalleria (senza offesa per i tori e per le cristallerie). Provo a cambiare canale. Niente. Il telecomando non funziona. La tv resta piantata su quel canale dove, quasi seguendo un diabolico ordine, si susseguono le facce vuote di politici che promettono anche i soldi delle offerte fatte in chiesa. La testa mi scoppia. Parole grosse messe in bocca a persone che ignorano il loro reale significato. Facce sornione che pur di un voto farebbero qualsiasi cosa. Cerco di uscire da quella situazione di stallo. Do qualche colpo al telecomando, niente. Mi alzo. Prendo il mio vero revolver. Accendo la radio. Hush dei Deep Purple esce con prepotenza dalle casse del mio stereo. Mi siedo sul divano. Prendo la mira. Un colpo dritto alla fronte del bugiardo di turno e la mia televisione diventa nera in uno spasmo fatto di scariche elettriche e fumo. Date retta: sbarazzatevi della vostra televisione, in qualunque modo. E leggete un buon libro. Di questi tempi una mente aperta fa più danni di qualsiasi arma di distrazione di massa.

Hank Cignatta

 

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