LUIGI DI MAIO: MACELLAIO DOGMATICO

cultura, Elezioni, Personaggi

Nonostante la mia appartenenza politica, ho sempre creduto nel centro destra, sto cercando sinceramente di attingere dati con obiettività dal bacino inflazionato dell’informazione che si riferisce alle proposte politiche degli schieramenti in campo .
Argino le fake news ,peso le dichiarazioni, considero i fattori editoriali con le loro distorsioni, insomma :scremo, discerno ,contestualizzo e sintetizzo.
Lo faccio con i miei limiti ma anche con quel po’ di esperienza pertinente all’ ambito specifico maturato in anni di passione per l’ argomento.
Le fanfare in epoca elettorale cosi come gli specchietti per le allodole si son palesate in tante passate stagioni e non mi stupisce si ripresentino pure oggi, ulteriormente amplificate, complice una legge elettorale che sembra fatta apposta per promuoverle senza alcuna forma di edulcorazione ed educazione.
Una assurda analisi di di ipotesi e farloccate.
Non so sia percepito dall’elettore medio ma l’attenzione mi cade inevitabilmente su Luigi di Maio: l’ incoerenza quasi svergognata (si potrebbe dire da “faccia di tolla”) del candidato in pectore di un movimento politico che tritava consensi sulla base della coerenza e della fermezza, di valori non negoziabili, ovviamente visti come una panacea dall’elettore stanco, deluso, avvilito, frustrato da anni di generale innettitudine della classe politica di governo.
Ma costui che passa da fustigatore a mediatore, da integerrimo a promotore del compromesso, da o tutto o niente a vediamo chi ci sta, costui ci è’ o ci fa?
L’ aspetto anagrafico per lui e’ un alibi da giocarsi sul tavolo dell’incoerenza o più’ facilmente non si cura nemmeno di ciò,  sacrificando presunti ideali sull’altare della sfrenata ambizione che l’elezione a capo partito con 500 voti popolari gli ha attribuito.
Come può giustificare tale spericolata svolta nei principi, nei dogmi, nelle decantate trasparenze in cui migliaia di militanti ed esponenti del suo movimento hanno creduto, per cui hanno sospirato e nei quali hanno sperato?
Come si può giustificare con costoro che ora palesemente sono povera carne da macello da svendersi ai discounts che ha teste’ sostituito con bovini adulti con marchio di qualità reperiti nelle storiche macellerie prima tanto vituperate perchè elitarie e quindi compromesse o asservite al sistema?
Ora il leader con ambizioni di governo ci tiene ad esporre i suoi tagli migliori sul bancone messo a lucido del suo negozio, ad allacciare i rapporti con i più compromessi nel circuito dell’establishment, con i vituperati poteri finanziari…
Ma dopo aver preso atto di tutto ciò, il popolo bue ,crederà ancora alle sue fantasticherie elettorali?

Sandro Geromin