Ristorante delle Alpi

Dal 1981 i fratelli Signore, gestori del Ristorante “Delle Alpi” di Torino, offrono una vasta cucina adatta a soddisfare qualsiasi esigenza della propria clientela: dai palati più raffinati a quelli più semplici.
Gli amanti del pesce potranno trovare prodotti freschi come ostriche, cozze alla marinara, linguine all’astice…… e tutto ciò che può soddisfare i Vostri appetiti!
Per i più tradizionalisti una vetrina di antipasti che spaziano di regione in regione, primi preparati nella migliore tradizione italiana, secondi di carne e dolci.
Infine sia a pranzo che a cena potrete gustare una buona pizza.
L’impegno dei titolari, che “in primis” lavorano nella gestione della cucina e della sala, è di mantenere sempre il buon equilibrio fra qualità e prezzo.
Il Ristorante “Delle Alpi” dista poco più di un chilometro dalla Reggia di Venaria Reale, e può offrire fino a 150 posti a sedere con possibilità di comodo parcheggio.
Si effettuano menù personalizzati per ogni tipo di cerimonia. Il Ristorante, infatti, è dotato di un ampio salone per le Vostre ricorrenze.
A disposizione servizio catering, coffe break, cocktail, pranzi e cene di lavoro.

PAVEL KOZLOV L’OPINIONISTA DELLA STEPPA

Ecco a voi Ingrati l’ingombrante presenza di Pavel Kozlov, detto anche il re della steppa.
Un’opinionista in salsa old Russia pronto a dirci le sue idee contro tutto e tutti.
Avventure rocambolesche e sfiziose curiosità alcoliche a base di Wodka e cetrioli.

L’IGNORANZA CI SALVERA’

Esistono esempi di fulgida positività, progresso, giustizia.
Questi sono i 25 aprile che vogliamo ricordare.
Oggi iniziarono nel 1859 i lavori per la costruzione del canale di Suez, unì il mondo come mail prima e consentì alle genti di fondersi e conoscersi.
1945 quando gli eserciti americano e sovietico si ricongiunsero sul fiume Elba in Germania, passaggio fondamentale della seconda guerra mondiale.

AUTOGESTIONE ITALIA

Una nuova e deleteria classe sociale è nata, composta perlopiù da ignoranti, populisti, disoccupati, giovani spaesati ed incompetenti, che termine usare per definire questa marmaglia?
Anoùsi gli si addice, essi infatti sono del tutto privi dei concetti che il termine greco noùs va a raccogliere:

Editoriale Ingrato, un benvenuto al Bad Literature INC

Editoriale Ingrato, un benvenuto al Bad Literature INC

DA OGGI L’INGRATO È ANCORA PIÙ INGRATO

L’ingrato da oggi è ancora più caustico ed irriverente, una nuova rubrica si aggiunge alla nostra testata con i suoi giornalisti e con il suo fondatore e direttore: il mitico Hank.
Ovviamente non è una rubrichetta per mollaccioni, nelle sue pagine di cartavetro troverete davvero pane per le vostre menti ingrate.

MACCHIE DI INCHIOSTRO DIGITALE

E passa così un altro giorno in questo mondo di lupi. Di idealisti senz’anima che neanche ti guardano in faccia per strada. Le tenebre sono ormai calate anche qui nella città della Mole. Il sole sparisce per dare il buongiorno all’altra parte di questo mondo ormai ovattato dalla sterilità dell’essere. L’unica cosa vera che vedo è il verde scintillante della bottiglie con la quale sto facendo lentamente l’amore all’interno di un seducente viaggio di alterazione alcolica più vero di qualsiasi relazione sentimentale.

ROCK TO DEATH: LA MORTE SUONA SUL PALCO PARTE I

Una sera qualunque di un rovente giorno di luglio. Mark Roncoe, investigatore privato di San Elmorazo, è sverso in malo modo sul divano del suo sudicio appartamento in De Bereghe Avenue. Un quartiere popolare incastonato in una cornice dove a farla da padrone è la criminalità giovanile, lo spaccio di droga e la prostituzione. I suoni che riecheggiano in maniera più ricorrente tra le strade di Bereghe Avenue non sono i clacson delle macchine, ma i colpi di pistola esplosi dalle gang che cercano di contendersi il traffico di droga della città. E la legge dov’è in tutto questo marasma, direte voi? Ne sta bene alla larga.

A VOLTE RITORNO

Caldo. Sudore. Cose da fare. Una vita che, tra alti e bassi, va avanti. Un nuovo sorso di rum, mentre i cubetti di ghiaccio nuotano nel mio bicchiere facendo rumore. Provo a pensare ma anche la mia mente è arida come un terreno alla disperata ricerca di una pioggia rigenerante. Un rapido sguardo a quella bottiglia, custode di spicciola psicoanalisi alcolica, ormai vuota. Cerco di guardare verso l’orizzonte dei miei pensieri. Solo nuvole grigie che non ne vuole sapere di fendere l’aria per poter tornare a respirare. La notte ruggisce fuori dalla mia finestra, guardandomi dall’alto in basso. Mi deride mettendomi in difficoltà con questa calura che non da scampo.

APPUNTI DI UNO SPACCIATORE DI TEMPO

Il tempo. Maledetto tempo. Potessi averne di più. Perché questo tempo non basta mai? Più ne hai e più ne vorresti. Il tempo è prezioso. Una sorta di oro astratto che l’umanità cerca in modo spasmodico, disperatamente. «Tu sei giovane e la vita è lunga e c’è ancora tempo da sprecare oggi», cantano i Pink Floyd dalle casse del mio stereo. In fondo è vero. Quando siamo giovani non ci accorgiamo dell’importanza del tempo. Di quanto i ricordi migliori si vivono proprio durante la gioventù. Ma quando si è intenti nell’ardua missione di scoprire la vita il tempo sembra non passare mai. O meglio, scorre più lentamente.