WELCOME TO THE JUNGLE, BABY…

Autopsie, Bad Literature INC, musica

Una delle ultime vere rock band degne di essere definite tali, i Guns ‘N’ Roses sono molto più di questo. Durante il periodo d’oro della loro carriera sono stati in grado di dare alle stampe alcuni degli album più iconici del rock moderno, dai quali sono stati estratti brani che sono diventati sinonimo stesso del genere musicale che rappresentano.

Chi almeno una volta nella vita non ha mosso il culo sulle note di Sweet Child O’ Mine, Welcome to the jungle, Nighttrain o Paradise City? Per non parlare dei tentativi di rimorchio selvaggio con annesse speranze di limone duro non appena nell’aria si diffondono grandi ballad del calibro di Patience, Knockin’ On Heaven’s Door (loro versione), Civil War, Don’t Cry, November Rain e Since I Don’t Have You.

Come avviene per pochi gruppi nella storia della musica rock i Guns di certo non lasciano indifferenti. Il loro sound dalle tinte hard rock accompagnato dal caratteristico timbro vocale dello storico frontman Axl Rose hanno portato ad un livello successivo un genere che sembrava ormai scomparso con la fine degli anni Ottanta e del Glam Metal.

In un periodo in cui i Nirvana stavano spalancando al mondo dell’industria musicale una nuova sonorità e mostrando al mondo la potenzialità commerciale del Grunge, i Guns’ N’ Roses dimostravano di essere quel gruppo in grado di aver raccolto l’eredità delle grandi band del passato. E se parlando dei Guns il discorso cade inevitabilmente su Axl, lo stesso vale per Saul Hudson , in arte il fottutissimo Slash.

Si fratelli e sorelle rocker. Slash merita un paragrafo a parte per ragioni ben precise. Primo fra tutti l’iconico stile dei suoi riff, in grado di diventare punta di diamante del gruppo tanto quanto la voce e la presenza scenica del buon Axl Rose. Ben presto infatti il cilindro e gli occhiali da sole indossati dal chitarrista solista dei Guns sono diventati uno dei simboli più riconoscibili del gruppo e del genere musicale in maniera più generale.

E’ vero. Il tempo passa inesorabile e bastardo come il più abile degli affaristi, in grado di presentarti il conto di una vita passata all’insegna di eccessi e divertimento sfrenato. E poco importa se ti ripresenti sulle scene visibilmente appesantito, mostrando tutti gli evidenti segni dell’incedere del tempo sulla tua persona. Rimani sempre  il cazzutissimo Axl Rose dei cazzutissimi Guns ‘N’ Roses. Perché è vero che il tempo passa, ma le vere e grandi emozioni rimangono scolpite per sempre.

Hank Cignatta

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