EQUITAZIONE E SICUREZZA, UN BINOMIO INPRESCINDIBILE

Bad Literature INC, Punti di Vista di Mario Catania

Forse qualcuno di voi saprà che, oltre a scrivere romanzi, co – dirigo un laboratorio di scrittura e giornalismo, nel quale collabora anche il direttore Enrico Cignatta e mi occupo di sicurezza nell’ambito dell’equitazione. Per una volta mi voglio staccare dalle pagine di “Un cavallo in famiglia”, il giornale dell’amico Glauco Ricci con il quale collaboro, per parlare di equitazione sotto un diverso punto di vista. La base di uno sport sono le giovani leve e, purtroppo, nel nostro, ve ne sono molto poche le quali non siano già figli di appassionati. Per chi abbia da sempre vissuto con i cavalli essi rappresentano l’animale perfetto, l’ amico fedele ma a chi non ne abbia mai avuto esperienza incutono, spesso, timore. I genitori, quindi, si dividono in due categorie : quelli che non considerano minimamente l’ equitazione una disciplina pericolosa per i loro figli e quelli che fanno praticare loro qualsivoglia sport pur di non farli avvicinare ad un cavallo. E’ un peccato davvero che, al di fuori del mondo di noi cavalieri, questo sport sia considerato tanto rischioso eppure sono le statistiche a parlare! Siamo costantemente nella top ten delle discipline piu’ pericolose, statistica stilata calcolando il numero degli infortuni rispetto a quello dei praticanti. Certo, andare in moto e perfino in motorino, se non addirittura in macchina, lo sarebbero molto di più se non vigesse, dal 1986, l’obbligo del casco per i motociclisti e da esattamente trent’anni, dall’11 aprile 1988, quello delle cinture di sicurezza per gli automobilisti. Da quei tempi, poi, i dispositivi di sicurezza si sono evoluti anno dopo anno nei sistemi di frenata, negli airbag e quanto altro. Per chi veda l’equitazione da fuori penso sia utile sapere che, anche per noi cavalieri, la tecnologia e la ricerca hanno fatto passi in avanti immensi: esistono caschi di ultimissima generazione stracertificati ed in grado di resistere ad urti pesanti; staffe capaci di aprirsi durante la caduta in modo da evitare che il nostro piede rimanga agganciato; esiste addirittura il sistema airbag…un semplice gilet che si gonfia in caso di caduta proteggendoci con venticinque litri di aria…la stessa differenza tra cadere a terra battendo il petto o la schiena sul cemento oppure atterrare su un canotto! Ecco allora, cari genitori, – come la signora Patrizia, mamma di un ragazzino che ha frequentato Labor, la quale mi disse”faccio fare qualsiasi cosa a mio figlio ma non l’equitazione. Lui vorrebbe andare a cavallo ma quello no! Mi fa paura.” – che, potremmo vedere l’equitazione sotto un diverso punto di vista pensando che sia uno sport del quale, se i nostri ragazzi se ne innamorassero, avrebbero poco tempo da dedicare ad altre distrazioni, visto che il rapporto con un animale è, per certo, impegnativo a qualunque età. Per chi non sia addentro a questo mondo, il 2018 è stato dichiarato, dalla Federazione Italiana Sport Equestri, l’anno dedicato alla sicurezza. Per questa ragione invito i genitori, le famiglie, a venirci a trovare durante le tre giornate di Piazza d’armi 2018 anche oltre quella di venerdì 18, giorno in cui il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha invitato le scolaresche di Torino e provincia a venire ospitate dalla manifestazione, in modo da toccare con mano il mondo dei cavalli, dalle competizioni ai dispositivi di sicurezza!

 

Mario Catania

 

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