IL VALORE DELLA VITA OGGIGIORNO

Bad Literature INC, Punti di Vista di Mario Catania

Si chiamava Francesco Della Corte aveva una famiglia, dei figli che lo aspettavano dopo il lavoro e, soprattutto, non aveva alcuna colpa eccetto quella di essersi trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato diventando lo sfogo per una rabbia demoniaca di tre sbandati afflitti dal male del secolo…la noia. Uccidere per noia, uccidere per rabbia, uccidere per punire: qualsivoglia sia la ragione, essa non rappresenterà mai “una ragione”. Ma se i fatti si fossero svolti, per così dire, con un epilogo opposto ossia se il vigilante, il quale era in possesso di un’arma, l’avesse usata contro gli aggressori? A quale notizia saremmo di fronte oggi? Alla storia di un ragazzino ucciso da una guardia giurata la quale non avrebbe dovuto esplodere quel colpo, la quale avrebbe dovuto …convincerlo…a smettere, la quale avrebbe dovuto aspettare…Eh già! Aspettare esattamente come ha fatto Francesco Della Corte ammazzato da tre sbandati il cui movente pare sia stato “la noia”! Ho provato ad immaginare cosa possa passare nella mente di chi uccida per noia, l’ho fatto nel mio primo romanzo “La scelta” e, credo che altro non sia che lucida follia mista a cattiveria interiore. Ma se non fosse “solo” questo? Provate ad immaginare se, dopo i fatti di Genova, dopo la morte del “martire Giuliani” quel pover’uomo avesse, nei momenti di lucidità che avranno preceduto il colpo finale, pensato di non dovere fare ricorso all’arma per non uccidere a sua volta qualcuno. Provate a pensare che si sia lasciato uccidere …per non uccidere! Poiché, a quel punto, quella sarebbe stata la sola via di scampo. Si fanno processi alle famiglie, alla società io, invece, penso che la nostra esistenza sia guidata dalle scelte che compiamo a mezzo del nostro “libero arbitrio” che rimane “libero” per tutti noi ma non per tutti allo stesso modo semplice da seguire secondo i binari della normalità. Per certo anche questi demoni, perché, scusatemi ma non riesco a definirli altrimenti, avranno avuto la possibilità di non compiere quella mattanza eppure le loro menti malate, condizionate o quanto altro non hanno saputo resistere. Non spetta a me, dunque, stabilire se siano dei folli, dei malati o altro ma, per certo, mi auspico che non venga intitolata loro un’aula nel nostro parlamento…Almeno questo!

Mario Catania

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