LA TRISTE STORIA DI BEATRICE

Bad Literature INC, Punti di Vista di Mario Catania

Morire a sedici anni è contro natura ma il fatto che una ragazzina arrivi a togliersi la vita schiacciata dal peso degli stereotipi,del bullismo, dello scherno e del disprezzo reputo sia inaccettabile: è accaduto a Beatrice, a Torino. I bambini sono una realtà meravigliosa ma sanno essere, a volte, tra di loro, spietati e, magari, senza cattiveria. Sono basito nel leggere commenti di disprezzo nei confronti della vittima su una pagina social i cui utenti davvero dovrebbero solo vergognarsi di ciò che hanno pensato, benché la parola “pensare” sia eccessivamente riguardosa se spesa nei confronti di determinati soggetti. Non vorrei ridurre tutto e sempre ad un fatto culturale salvo, poi, accorgermi che la cultura sia ciò che determini azioni, atteggiamenti e comportamenti umani. Per certo un bambino, un ragazzino, non riflettono sul fatto che, quanto una persona si costruisca nella vita possa essere ad essa attribuito come merito o demerito ma la bellezza o il suo opposto, davvero, non sono né colpa né merito di chi le porta. Educare le nuove generazioni a far sentire inferiore chi eserciti il bullismo, chi, con la violenza fisica o verbale, tenda a far prevalere le proprie idee, chi voglia distruggere il prossimo anche solo per il gusto di farlo, credo sia la sola strada per evitare che tragedie come quella di Torino possano ripetersi. Dissento con chi si sia scagliato contro la famiglia di Beatrice accusando i genitori di non averla saputa capire o ascoltare: molto spesso chi compie tali gesti non lascia spazio al pensiero che ciò possa accadere anzi, simula per far credere di stare bene…un po’ come faceva lei quando, scherzando, si definiva “poco magra”…

Mario Catania

 

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