LE IMPRESE SPORTIVE SONO TUTTE UGUALI

Bad Literature INC, Punti di Vista di Mario Catania

Bertagnolli e Casal…vi dicono qualcosa questi nomi? Per certa informazione contano poco o nulla, non ne vedo una eco sui quotidiani e sui grandi notiziari ma, come sempre, si tratta di un punto di vista! In questo caso, poi, parlare di “punto di vista” potrebbe addirittura sembrare un’ironia della sorte…eggià perchè Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal hanno vinto l’oro alla Paralimpiadi di Pyeongchang nello slalom speciale categoria “visually impaired” – per atleti con problemi visivi, con virus a partire da meno di un decimo per occhio a completamente ciechi – dopo l’oro nel Gigante, l’argento nel supergigante e il bronzo nella discesa libera.Giacomo Bertagnolli, classe 1999, è ipovedente sin dalla nascita a causa di un’atrofia al nervo ottico: in sostanza vede meno di un decimo per occhio, appunto. Quelli di Pyeongchang sono i suoi primi giochi Paralimpici e vince quattro medaglie e…come le vince? Vince guidato fa Fabrizio Casal nelle cui mani mette tutta la Sua vita. Sapete come scendono gli ipovedenti? Seguendo la fonte rappresentata dalla voce della loro guida emessa da un macchinario collocato sulla schiena della stessa. Certo, una cosa è farlo a velocità ridotta, altra è farlo in discesa libera o tra le porte di uno slalom. Per altro non dobbiamo pensare che le velocità in discesa siano troppo diverse da quelle dei colleghi vedenti e questo, credo, sia un particolare sul quale occorra soffermarsi a pensare. Non so quanti di voi che mi leggano pratichino lo sci, io da sempre e, vi assicuro che scendere nella nebbia,in una pista anche perfettamente conosciuta ma senza la possibilità di vedere alcunché, sia una delle sensasioni peggiori che possano capitare. Questi atleti vengono guidati da un professionista il quale deve avere una precisione assoluta nel comunicare, con tempi esatti, i movimenti da fare e loro devono eseguirli con altrettanta precisione e fiducia correndo, senza vedere, su di una pista ad oltre cento kilometri l’ora. La distanza fisica tra i due atleti è, poi, davvero ridotta e lo è ancora di piu’ a quella velocità tale per cui il rischio è per entrambi elevato poiché, chi è davanti, dovesse sbagliare, potrebbe venire travolto da chi lo segue il quale, anche solo per una questione di riflessi, anche vedesse, magari non potrebbe evitare lo scontro. Sono rimasto basito nell’osservare le immagini di questi due ragazzi scendere l’uno dietro l’altro e consiglierei a tutti di andare a dare uno sguardo alle loro imprese!

Mario Catania

 

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