ANALFABETI CHIOGGIOTTI MINACCIANO LAURA DORIA

Animali, Personaggi

L’invidia si sa è una brutta bestia, un sentimento classico che l’ignorante prova nei confronti di chi ha di più, sia in termini economici ma sopratutto in termini culturali ed empatici.
L’ignorante, in quanto tale, ha in se’ il seme della discordia, egli non concepisce la realtà così come la concepisce l’uomo colto, ne ha una visione distorta, malata, mediocre.
Ogni esperienza serve solamente ad acuire in lui l’astio verso il mondo e l’universo tutto che desidera annientare.
Solo così egli crede di potersi liberare dal profondo senso di inadeguatezza e profonda sottomissione che lo affligge.
Di questa gentaglia è pieno il mondo ma a quanto pare a Chioggia, un comune italiano di 49 525 abitanti della città metropolitana di Venezia in Veneto ve ne sono taluni particolarmente feroci e volgari come solo un vero ignorante può essere.
Nel loro aberrante desiderio di nichilizzare e distruggere sono arrivati ad attaccare pubblicamente l’operato di una cittadina che sta difficoltosamente lottando per realizzare un giardino per i nostri amici a quattro zampe, affinché siano al sicuro dai pericoli della città e possano correre e giocare, ed anche espletare i loro bisogni in un luogo specificatamente progettato.
Questa cittadina si chiama Laura Doria, una persona che da sempre cerca di aiutare la sua città ed i suoi cittadini, una persona di cultura, combattiva e con valori morali non comuni.
Queste caratteristiche la hanno in passato resa un bersaglio privilegiato dei più abietti movimenti populisti del paese, nella fattispecie della lega di salvini, che da anni ha mosso contro di lei una guerra mediatica atta a svilirne l’immagine.
Quello che riportiamo qui è il messaggio che qualche mentecatto ha affisso ai muri di Chioggia, leggetelo.
La sua sintassi ridicola e delirante identifica pienamente l’acume e la sostanza di chi lo ha scritto, senza bisogno di far menzione ai frequenti e scellerati errori ortografici che farebbero inorridire anche un paramecio monociglio.
Un messaggio carico di odio, astio, ignoranza e volgarità come neanche Irvine Welsh avrebbe saputo redarre.
Costui o costoro non si meritano alcuna risposta, solo un eterno silenzio, un silenzio ispirato dall’assenza di bontà che evidentemente non alberga nei loro cuori.
Maledettissimi ignoranti, la vita e la bontà prevarranno vostro malgrado ed a voi sia negato anche il ricordo più sfocato.

Christian Longatti
Andrea Gunetti