GIORNALISMO GONZO: INNOVAZIONE O CONCETTO SUPERATO? BREVE GUIDA PER “COMUNI MORTALI”

Bad Literature INC, Cattivi Pensieri

Parlare di giornalismo oggi, in Italia, è un tipo di argomento che si presta a numerose interpretazioni e teorie. Figuriamoci introdurre un concetto in grado di fare informazione che, nel Paese che fa del futile una ragione di vita, non è mai esistito. Senza dover andare a scomodare nomi importanti che hanno fatto grande il giornalismo italiano, focalizziamoci sulla situazione attuale. Esattamente come tutte le cose che circondano l’operato dell’Uomo, anche il modo di fare e fruire informazione è cambiato e sta cambiando. L’avvento di Internet nella misura in cui lo conosciamo oggi, di pari passo con il progresso tecnologico, ha permesso a tutti di avere in tasca uno strumento con il quale siamo perennemente connessi per informare il mondo su quante volte siamo andati in bagno o mostrare la nostra innata capacità di mettere la bocca a culo di gallina nei selfie. 

Dannati neologismi moderni. Mi metto anche io nel calderone dei poveri di spirito, in quanto sono parte integrante ( e forse anche marcata) del problema che voglio denunciare. Una bella contraddizione in termini con le gambe, lo so. I social hanno spalancato le porte a quel fenomeno che viene definito come citizen journalism, dove chiunque armato di uno smartphone e una connessione dati può fare quello che farebbe un giornalista. Ma con meno esperienza. Quindi chiunque può alzarsi al mattino, aprire una pagina Facebook o un blog e autoproclamarsi giornalista. Questo va a discapito della professione stessa, la quale viene svilita in modo greve da persone che non apportano nessun tipo di qualità al mestiere.

La stessa qualità viene meno quando subentra la quantità. Tanti articoli scritti in maniera indecente. Nessun tipo di scuola per gli aspiranti giornalisti, i quali vengono sfruttati da un sistema che li spreme come limoni per poi buttarli nel cassonetto dell’anonimato e del pressappochismo, sfornando individui dalle arroganti velleità intellettuali che lasciano ben presto il posto a laconici prodotti editoriali che trattano di aria fritta. Il concetto di giornalismo Gonzo, introdotto ed inventato dal giornalista e scrittore americano Hunter S. Thompson, va quindi a svecchiare e frantumare le regole del modo tradizionale di fare informazione.

Chi scrive può tranquillamente allentarsi la cravatta e diventare il diretto protagonista dei fatti narrati. Attenzione però: questo non significa dover necessariamente mancare di professionalità. Si tratta di una scelta stilistica che va a delineare l’identità dell’autore degli articoli anziché rimanere nell’anonima cloaca della folle informazione del 2018. I tempi cambiano e con essi anche il modo di fare e ricevere le notizie. Chi rimane ancorato ad un concetto ormai vetusto diffusione di informazioni fondamentali come le news è destinato ad essere spazzato via da un sistema che è in continuo fermento e che non ha tempo di contare e raccogliere i caduti di una battaglia combattuta contro i tempi moderni.

Essere giornalisti Gonzo quindi non significa scrivere articoli sensazionalistici fini a loro stessi, farciti di qualche parolaccia per attirare l’attenzione di chi normalmente non sfiora neanche per sbaglio un quotidiano. Si tratta invece di dare voce ad un particolare  modo di essere parte integrante della notizia, tenendo sempre a mente l’elemento più importante di tutti: la verità.

 

Hank Cignatta