JIM CARREY, L’ULTIMO GRANDE MIMO DELLA MIA GENERAZIONE TRA LUCI ED OMBRE

Autopsie, Bad Literature INC

Parlare di Jim Carrey non è semplice. E’ un artista talmente poliedrico ed eccentrico che si fa fatica a rilegarlo in un unico genere. Viso di gomma, mimica da cartone animato. Uno dei pochi attori al mondo di creare espressioni e facce prima riproducibili solo dai cartoon degli anni Cinquanta, dove le atmosfere di chiaro stampo slapstick comedies la faceva da padrone. Una delle notizie della giornata è il 55esimo compleanno di Carrey, celebrato da più parti in ogni angolo del globo.

E questa non è di certo un’iperbole. Una sorta di ringraziamento per tutte le risate e le emozioni che è stato in grado di regalare nel corso dei suoi film. Una versatilità inarrestabile in grado di cambiare pelle e adattarsi alle esigenze e alle atmosfere del film che andava ad interpretare. Dai dissacranti ruoli comici di film come i due Ace VenturaScemo e più scemo, Bugiardo bugiardo Il Grinch. Proprio quest’ultima pellicola, diretta da Ron Howard, non poteva essere interpretata da un attore diverso da lui. Egli è l’unico a riuscire a ricreare la diabolica espressione tipica di quel personaggio fastidioso intenzionato a rovinare il Natale.

Per non parlare delle mitiche movenze mostrate in The Mask, dove grazie ai super poteri donatagli da una misteriosa maschera che lo trasforma in un personaggio dei cartoni animati degli anni Quaranta dalla faccia verde. La mia generazione (classe 1989) ha imparato a conoscere e ad amare Jim Carrey e la sua comicità con Ace Ventura, per continuarlo ad apprezzare con The Mask, ridere un po’ a denti stretti con Bugiardo Bugiardo e non comprendere del tutto The Truman Show. Quest’ultima pellicola è la svolta della carriera di Carrey e l’inizio delle sue interpretazioni drammatiche che si distaccano massicciamente dal ruolo di clown trasformista che si era costruito negli anni e con il quale tutti lo avevano amato. Si ha la percezione di essere di fronte ad un attore completamente diverso, che ha quasi ucciso il bambino interiore che era in lui e che veniva fuori ogni qual volta la macchina da presa era in attesa di  qualcosa di pazzo che solo lui era in grado di fare.

Era come vedere i grandi attori comici americani in una loro versione più pazza, scatenata ed imprevedibile.Ma così non è. Con il tempo le sue interpretazioni assumono delle sfumature decisamente più serie. C’è un film in particolare che segna l’inizio di questa mutazione nella comicità di Jim Carrey ed è il Rompiscatole. Commedia nera diretta da un Ben Stiller agli inizi della carriera, è uno dei film poco conosciuti di Carrey dove interpreta un  antennista che si insinua in maniera subdola ed insistente nella vita del protagonista interpretato da Mattew Broderick. Carrey da vita ad un personaggio dalla verve decisamente folle e a tratti più inquietante che sarebbe diventata decisamente più commerciale nel personaggio da lui interpretato nel successivo blockbuster Io,Me & Irene.

In film quali il già citato Truman Show passando per Man On The Moon, The Majestic Se mi lasci ti cancello (bellissimo film rovinato da una pessima traduzione del titolo) si hanno alcune delle migliori prove attoriali drammatiche di Carrey. Una svolta decisamente importante per la carriera di uno degli ultimi mimi del cinema della mia generazione, in grado di relegare emozioni uniche in ogni sua interpretazione. Questi ruoli si sono poi alternati con il successo di film dai toni decisamente più comici come Io,me & Irene fino ai più recenti Yes Man I pinguini di Mr. Popper. Ma c’è una leggenda (che il più delle volte trova ampio riscontro nella realtà) che vuole gli attori comici in grado di far ridere il proprio pubblico ed essere decisamente molto seri nella vita privata.

O a lottare con demoni che si fa fatica a credere possano colpire personaggi dalla personalità così spumeggiante e travolgente. E’ stato il caso di Robin Williams, grandissimo attore comico che non è riuscito a scacciare le ombre dei suoi demoni personali. E lo è stato anche per Jim Carrey, in un certo senso. Dopo la morte improvvisa della sua ex fidanzata ventottenne Cathriona White, trovata morta nel suo appartamento a Los Angels con accanto alcune pillole che, pare, avesse proprio grazie a lui.  E proprio come ad ogni grande attore comico che si rispetti è arrivata lei. La depressione, mia vecchia amica. Quel turbine nero nel quale vieni risucchiato per diversi motivi.

Per Carrey la perdita della sua ex fidanzata e le accuse che gli sono state mosse da più parti che lo volevano coinvolto e responsabile  (in maniera diretta o meno) nella morte della White. Far ridere è un mestiere assai difficile, specialmente quando chi ti vede si aspetta che tu debba essere necessariamente spiritoso e fare divertire. Il mio augurio è che Jim Carrey possa uscire al più presto da questo periodo buio e che possa ritrovare quel sorriso unico e contagioso che ha stregato un intera generazione che riconosce in lui una delle poche cose buone e giuste di questo triste e sporco mondo.

Hank Cignatta