LA SOCIOPATIA DI DARIA E’ ANCORA TREMENDAMENTE ATTUALE (DOPO VENT’ANNI) IN QUESTO TRISTE MONDO MALATO

Autopsie, Bad Literature INC

Chi segue da un po di tempo Bad Literature Inc. si sarà accorto che stiamo tentando di inserire pian piano sulla nostra pagina Facebook gli episodi di questa sardonica e visionaria serie animata. Il nostro obiettivo è quello di (ri)portare alla luce un validissimo prodotto, figlia di una televisione che non si prendeva troppo sul serio e che non cercava di lobotomizzare eccessivamente i suoi telespettatori. Anche se di aberrazioni del tubo catodico se ne sono viste anche allora. Ma vi erano più idee e non si rimestava troppo nel fondo del barile come avviene oggigiorno.

Nel dannatissimo 1997 la televisione era uno strumento che aveva ancora qualcosa da dire, uno dei mass media che poteva vantare ancora una certa centralità nell’immaginario collettivo. Ci si affidava a quella scintillante scatola nera quando si voleva essere informati, quando si era in cerca di intrattenimento casalingo e quando Mtv era in grado di fare da mediatore tra la cultura giovanile e quella incravattata e indaffarata degli “adulti”.

Ecco quindi che proprio in quel periodo il network televisivo musicale per eccellenza ha realizzato alcuni dei cartoni che hanno segnato l’adolescenza di una generazione intera, in grado di essere sempre attuali in qualsiasi periodo le si guardi. Dalla messa in onda del primo episodio di Daria il mondo è cambiato. Le nostre abitudini sono cambiate, così come quella di vedere il mondo e la realtà che ci circonda per mezzo di strumenti che stanno inesorabilmente alienando la nostra lucida capacità di giudizio in tutto.

Daria Morgendorffer rimane la voce più pura ed autentica che ci rimane per affrontare questi tempi in cui conta molto di più apparire che essere, dove la frivolezza diventa una vera e propria filosofia di vita a discapito della sostanza. Se ci si sofferma ad analizzare le tematiche affrontate da questo cartoon non si può fare altro che rimanere piacevolmente colpiti dal modo in cui gli ideatori della serie sono riusciti a creare un microcosmo di personaggi e situazioni nelle quali, almeno una volta nella vita, non ci siamo ritrovati a vivere.

Ogni personaggio di Daria è uno spaccato di un mondo che possiamo portare avanti negli anni, a cui possiamo cambiare usi e costumi ma che non troveremo mai banali, sorpassati o fuori contesto. E in tempi in cui il talento deve passare attraverso il giudizio “insindacabile” di una giuria di “esperti”, dove gli adulti non sanno più comunicare con i giovani e i giovani non sono più in grado di esprimersi, forse avremmo davvero bisogno di vedere la realtà con il sano cinismo che ci ha insegnato Daria. Senza mai prendersi troppo sul serio, s’intende.

 

Hank Cignatta