DA 4 A 2 RUOTE, MA LA PASSIONE RESTA

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L’occasione di buttarsi dalle 4 ruote alle 2 ruote era li ghiotta ed immediata, la corsa rosa, il giro d’Italia, insomma cosa poteva essere più entusiasmante ed immediato della corsa ciclistica più amata dagli italiani ,dai tempi di Coppi e Bartali ed anche prima non esiste un italiano che non si sia messa al bordo di una strada ad attendere per ore sotto il sole la pioggia ed a volte la neve i pochi secondi del passaggio della carovana rosa, e dunque potevo io mancare e rinunciare a passare assieme a Voi alcuni momenti di questa entusiasmante manifestazione, certo che no ed allora subito a costruire la giusta combinazione per essere davvero utile ad una tappa ciclistica di questo livello.

Analizzando le varie riprese televisive della corsa , mi sono detto che per la perfetta riuscita dell’inviato di tappa servono indispensabilmente alcuni elementi.

Innanzitutto la valletta, non pensate che sia una mia fissa, o forse in parte si, ma io sono dell’idea che in ogni avvenimento di sport e spettacolo ,ma forse anche il resto, serva una valletta , ed allora mi sono attivata per procurarmela sfogliando la mia agenda telefonica sotto la voce, “ vallette per giro d’Italia “ , poi serviva naturalmente un personaggio dell’ambiente e mi è sembrato giusto sfogliare nuovamente la mia agenda telefonica sotto la voce “ campioni di ciclismo per vedere tappa insieme del giro d’Italia”. Ci voleva un personaggio mattocchio, politicamente scorretto, e dal super palmares, quindi Dzamolin Abduzaparov era totalmente perfetto. Diciamo agli amici non ferrati nella storia del ciclismo che il simpatico Abdu , uzbeko, aggregato alla vecchia squadra dell’unione Sovietica, negli anni 90 ha vinto di tutto e di più, tra le altre cose , unico nella storia del ciclismo la classifica a punti nelle tre grandi classiche .Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta, inoltre vive sul Garda e star con lui è sempre uno spasso, a questo punto tutti gli elementi erano a posto per la perfetta tappa del Giro, che considerato anche l’aspetto logistico era obbligatorio fosse la diciassettesima quella dell’arrivo ad Iseo …

Non c’è niente di più edificante sportivamente parlando che passare un pomeriggio assieme a gruppi di appassionati ciclisti, richiedendo selfie di Abdujaparov con l’occhio rivolto in realtà alla valletta sorseggiando dell’ottimo Franciacorta degustando manicaretti in attesa dei 15 secondi di estasi della volata sul traguardo. Perché in effetti il bello del ciclismo è proprio l’attesa, le ore passate ad aspettare l’arrivo dei concorrenti, dove accade di tutto, solitamente sulla strada passa il mitomane ciccione vestito di tutto punto che sogna di essere in fuga solitaria, le ammiraglie e le motociclette strombazzanti che mettono ansia e tu pensi che ormai il gruppo è arrivato e poi finalmente con un flusso di vento ecco scorrere davanti ai tuoi occhi i ciclisti che in 5 secondi scompaiono all’orizzonte, a meno di non trovarsi sulla linea di arrivo in compagnia di un ex campione in vena di aneddoti e di una velina che speri si ubriachi un po.

Se poi qualche minuto prima dell’arrivo scoppia un temporale tutto diventa più emozionante ed apprezzi ancora di più la possibilità di gustarti ancor di più il vip pass che ti fa accedere alle tribune coperte. 

Francesco Marini