VE L’AVEVAMO DETTO

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Un lettore ci accusa di provare livore nei confronti di Salvini peggio di quanto dimostra Sallusti.
Aggiungendo: “questo governo non ha nemmeno messo i finimenti al cavallo, come può esser spronato alla carica?”
A costui rispondiamo che per noi un vero politico debba saper cavalcare persino senza sella, ed infatti dal giuramento ad oggi ne sono già cambiate di cose.
Parliamo in primis dalla famigerata Flat fax, cavallo da battaglia del fantino Salvini, azzoppata dopo l’annuncio che per i cittadini sarà disponibile nel 2019 e che in realtà di imponibili ne prevede almeno due.
Per non parlare del reddito di cittadinanza del ronzino Di Maio, tecnicamente: soldi a tutti, in quanto cittadini, è in realtà un reddito minimo garantito condizionato a tre offerte di lavoro, previa riforma dei centri per l’impiego.
In campagna elettorale le sparate sono state tante, ma adesso questo governo del “cambiamento” è ormai sempre più istituzionalizzato.
Noi siamo ingrati, conosciamo i nostri polli e ci permettiamo di mettere in guardia chi ci vuol leggere sui pericoli che questo Paese sta per correre, non guardiamo né a destra né a sinistra.
“Basta che ti levi da davanti altrimenti ci levi il sole”.
Vi parliamo nello specifico, delle gesta di un neo Ministro dell’Interno che non si è ancora seduto sul suo scranno che già rnichilizza le relazioni con la Tunisia.
Un conto è la vita dello strillone da opposizione, un’altro è governare l’Italia dove le parole, anche le più insignificanti, scatenano uragani indomabili.
È questo il nesso cui ci riferivamo nel precedente articolo, il concetto del “Matteo contro Matteo” che non ci possiamo assolutamente permettere allo stato attuale delle cose.
E’ giunta l’ora di imprimere il giusto comando all’equino per evitare inutili e continue critiche e perdite di tempo tanto care ai populisti nostrani.
Il tempo è agli sgoccioli e qui non ci si mette nulla dal passare al trionfo stile “domenica delle palme” alla crocifissione per le strade.
L’Italiano è abituato a esser preso per i fondelli, ma fino ad un certo punto e di certo i primi ad evaporare come neve al sole saranno proprio i fedelissimi leoni da tastiera che adesso tanto lo difendono.
Non indignatevi quindi per quello che scriviamo e non tacciateci di essere astiosi.
Il male lo commette chi comanda dall’alto ma chi imbraccia la daga non è meno colpevole.
Permetteteci di farvi riflettere, permetteteci un giorno di potervi dire “ve lo avevamo detto”.

Andrea Gunetti