TATIANA COCCA: “Fare il sindaco significa stare al fronte”

Le Interviste, Max Rigano NEWS, Notizie, Personaggi

È stata minacciata e nello stesso giorno le hanno rubato la macchina sottraendole le chiavi direttamente dalla borsa, mentre era in ufficio. Tatiana Cocca è il primo cittadino di Cormano, attaccata a Milano. Ho voluto incontrarla perché una donna giovane alla guida di una città, in cui il sindaco è percepito come una persona “cui puoi andare a citofonare anche alle 10 di sera” e che lavora una media di 12 ore al giorno, “ma non ho figli e mi è più agevole organizzarmi, stimo le mie colleghe che hanno anche figli e di loro devono occuparsi”, rappresenta a mio giudizio un’idea paradigmatica di cosa significa assumersi la responsabilità di rispondere ai bisogni della comunità.

Necessità inficiate da un modello di capitalismo che pone il profitto quale obiettivo- feticcio, per dare un senso alla vita. Dimenticando che la vita è altro dal profitto, che è un mezzo e non un fine
Di fronte alla disarticolazione di una comunità che si ritrova incattivita dalla fragilità psicologica allargata da una precarietà professionale, fare il sindaco significa doversi porre in ascolto e divenire un soggetto percepito come in grado di sostenere la domanda d’angoscia che si erige davanti alle scosse dell’economia degli spread, dei Bond, dei tassi euribor. Così, ascoltare una prima cittadina del Pd che rammenta a sé e agli altri che l’apertura e non la chiusura degli Sprar garantisce sicurezza, in polemica con Salvini, è la misura e la distanza tra chi sta sul territorio a cercare di risolvere i problemi dei cittadini, “con equidistanza ma senza perdere la mia identità politica” e chi invece talvolta usa la politica come vetrina di una perenne ed infinita campagna elettorale, ora applaudita, ora contestata come accaduto a San Lorenzo dopo il terribile delitto di una giovane ragazza. Il sindaco di Cormano rivendica il diritto per una donna, per tutte le donne, di poter far politica anche in condizioni apicali e con la coscienza che la res publica è per definizione la cosa più importante. Il primato della politica è l’apogeo di una democrazia compiuta e non ingannata dall’esercizio di quella diretta, già scomparsa nel glossario di chi l’aveva proposta come benchmark. Soprattutto però Tatiana Cocca, malgrado le minacce, malgrado le intimidazioni, malgrado il disagio di una città di periferia che mantiene e consolida la sua dignità, con orgoglio rivendica che la politica con la P maiuscola si fa proprio nei piccoli comuni. Dove un sindaco guadagna 1750 Euro, si paga la macchina personale e le spese di rappresentanza con i propri soldi. La passione per l’ascolto e per la condivisione, l’idea per dirla alla Gaber di una società in cui non si può essere felici se non senti che lo sono anche le persone vicine a te, è l’evidenza più diretta di una moralità individuale, e di un’etica del lavoro che appartiene a molti di coloro che sono in prima linea. E che ci rimangono anche quando gli amici ti dicono: “Per quello che guadagni, non lo farei mai”
I politici rubano? Il più pulito ha la rogna?
Il sindaco scuote la testa. A 13 anni è stata in un campo estivo della Germania dell’Est. Dove il dogmatismo si accompagnava all’esercizio del rispetto verso le autorità e le gerarchie. In tempi come questi può anche capitare di sentirsi minacciare e poi insultare gratuitamente
Ma una morale costruita sull’ascolto, vale più di qualunque giustizia sociale contemporanea costruita sulla sopraffazione, sul considerare la dialettica come stereotipo di una sinistra sorpassata dai tempi. In cima alla montagna del sovranismo, una volta scalata, si scoprirà che da sempre sta seduto l’umanesimo dove il rispetto dell’altro, è solo l’ombra della luce