RIAPERTURA CASA CHIUSE: SI O NO? – VOTA ANCHE TU –

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Nel 1958 entra in vigore la legge Merlin che sancisce la chiusura delle case di tolleranza. Da quel momento, in molti hanno invocato la riapertura dei bordelli, ciononostante questo non è mai avvenuto. Vediamo più da vicino il fenomeno.

Situazione italiana

E’ bene fare una premessa: in Italia la prostituzione è legale, ciò che non è tollerato dalla legge è il favoreggiamento alla prostituzione. La legge abolizionista messa in atto dalla Merlin non ha fatto scemare il mercato della prostituzione, anzi, si conta che sono circa 10 milioni gli italiani che vanno dalle sex workers, e tutto questo ha 2 implicazioni: in primis che la cultura del mercato del sesso è ancora fiorentissima nelle menti degli italiani, per secondo va menzionato che c’è un vero esercito di donne e ragazze che esercitano la professione di prostitute (che sono pronte ad accogliere i clienti).

Il motivo principale che spinge lo Stato a non abolire la legge Merlin

Va detto che ci sono più pro che contro. Il motivo principale che spinge lo Stato a non abolire la legge Merlin è dato dal fatto che c’è la credenza che se venissero riaperte le case chiuse, ci sarebbe una forte impennata della prostituzione, e quindi del tema dello sfruttamento delle donne. Questo motivo potrebbe scemare, basti pensare che in realtà il mercato della prostituzione italiana è già fiorentissimo (come abbiamo menzionato prima), inoltre va aggiunto che sono moltissime le donne migranti che vengono sfruttate da chi sostiene la tratta schiavista. Quindi in sostanza, il motivo principale che giustifica il mantenimento dello status quo delle cose è alquanto fasullo.

I motivi per riaprire le case di tolleranza e rendere la prostituzione un lavoro come tutti gli altri

  1. Come primo motivo c’è l’interesse verso l’instaurazione di un’ala protettiva statale che possa dare alle sex workers, la possibilità di poter esercitare liberamente la professione senza essere oggetto di spinte egoistiche da parte di persone senza scrupoli.
  2. Per secondo va menzionato che le casse dello Stato trarrebbero un giovamento dalla riapertura delle case chiuse e dalla instaurazione del mercato comune della prostituzione (e della successiva tassazione).
  3. Come terzo motivo va detto che l’instaurazione di un mercato della prostituzione significa anche controlli sanitari, e quindi ciò vuol dire che sarà possibile monitorare le condizioni fisiche delle lavoratrici (per tutelare loro stesse ma anche i clienti).
  4. C’è anche un motivo culturale: è necessario togliere lo stigma sociale verso chi sceglie di andare da chi “vende amore”.

La spinta della Lega: riaprire le case chiuse

Da diverso tempo il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha ribadito la volontà di riaprire le case di tolleranza. Tale scelta, seppur condivisibile potrebbe (però) avere un altro intento: ovvero quello di trarre giovamento politico da parte degli elettori (ricordiamo infatti che moltissimi italiani vanno dalle prostitute).

Nonostante tutto ciò che abbiamo scritto, confidiamo che un giorno verrà data alla figura della sex worker, la giusta dignità nell’ambito lavorativo. Per comprendere ancora di più il fenomeno consigliamo la visione di questo video.

 

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Si ringrazia “The Post Internazionale” per l’immagine in evidenza.

Marco Galletti

 

 

 

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