IL TEATRO DI STRADA: IL TEATRO PER TUTTI

Annullata per quest’anno l’edizione torinese del Festival Internazionale del Teatro di Strada, che ha coccolato grandi e piccini per quindici edizioni il capoluogo e altri comuni della regione, con le sue performance e la sua leggiadria. Nella speranza che il prossimo anno porti nuovamente suddetti artisti ad esibirsi nei sobborghi del nostro Stivale, vale la pena raccontare cosa sia, effettivamente, il teatro di strada.

Le origini del Teatro di Strada

Il teatro di strada ha radici remote, si pensi al teatro egizio ed ellenico. La svolta del successo giunge nel Medioevo ove, in seguito alla devastazione lasciata postuma dai Barbari, il teatro diventa un vero e proprio baluardo culturale, una spinta vitale atta a riappropriarsi di spazi e normalità, di gioia e vita sociale. Scopo principale di questa forma di teatro era, infatti, quella di intrattenere il pubblico nei luoghi ove si svolgeva buona parte della vita di comunità come piazze e mercati: si raccontava una storia, si intonavano canti, performano acrobazie o si realizzano giochi divertenti. I protagonisti della strada del XII secolo sono prevalentemente vagabondi, musici e mimi. I temi trattati durante gli spettacoli erano di natura prevalentemente laica o in netta contrapposizione con i dettami clericali dell’epoca. In seno al successo riscontrato, vagabondi e mimi si trasformeranno in quelli che nelle corti prenderanno il nome di giullari, ospitati dai signori e incaricati di comporre melodie e narrare storie per intrattenere la vita di corti e signorie.

Il Teatro di Strada Contemporaneo

Dopo secoli di commedie, tragedie e saturazione dei generi tradizionali, passando attraverso il proibizionismo e l’ostracismo delle dittature mondiali del Novecento, il Teatro di Strada torna alle origini con indosso nuove vesti: la strada diventa “teatro” in senso stretto e in senso lato, di temi importanti a sfondo politico, sociale e pedagogico: intende avvicinarsi a tutti, per parlare di tutti e comunicare con tutti; desidera denunciare una causa o sostenerne una; ha intenzione di scardinare i tabù e dare voce a chi non può parlare o non sa come farlo. In tutto ciò, lo scopo puramente ludico e di intrattenimento non è finito nel dimenticatoio: esso è, infatti, sempre presente e pronto a divertire con singolarità e ironia tutte le fasce d’età.

Il Teatro di Strada contemporanea basa la propria ragion d’essere sull’empatia e complicità del pubblico; esistono schemi, ma non regole: ciascuno spettacolo è studiato e misurato sul momento, in base ai soggetti coinvolti e all’atmosfera che si crea attorno all’artista.

Presupposto fondamentale affinché lo spettacolo possa raggiungere il pieno del suo potenziale è il cerchio: simbolo di eternità, è ciò che riunisce soggetti diversi in un momento comune, creando senso di comunità e appartenenza.

Il riconoscimento del Teatro di Strada in Italia e all’estero

Capofila del Teatro di Strada in Europa è la Francia che, grazie allo stanziamento di fondi e al riconoscimento della stessa come vera e propria Arte, garantisce spazi ed eventi atti al suo sviluppo (da ricordare che la Francia è stata altresì capofila della diffusione della “chanson d’amour” e della lirica cavalleresca). In Italia solo negli ultimi anni questa forma d’arte è stata riconosciuta ed è stata fondata, a tal proposito, la FNAS (Federazione Nazionale Artisti di Strada) la quale si occupa di “riunire le realtà che hanno a cuore l’utilizzo artistico dello spazio pubblico, con particolare riferimento all’arte e allo spettacolo di strada, affinché ne venga riconosciuto il valore sociale, storico, culturale, artistico, educativo, economico e turistico presso le istituzioni dello Stato sia a livello locale che nazionale […]”.

Roberta Bagnulo

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