L’INSURREZIONE DI MATERA: IL CORAGGIO CHE SCONFISSE L’IDEOLOGIA.

Minuta e silente, traboccante di racconti e di leggende, città in cui resiste ancora l’artigianato e l’anima di identità scomparse, set cinematografico di uno dei più cruenti e coinvolgenti film della storia del cinema, nominata nel 2019 Capitale Europea della Cultura, la città di Matera è stata molto più di questo.

Non tutti sanno, infatti, che questa piccola cittadina con i suoi temerari abitanti fu la prima a insorgere contro la violenza e l’ideologia nazifascista durante la Seconda Guerra Mondiale. Ma andiamo per ordine.

Matera, settembre 1943: i soldati tedeschi si preparavano a rientrare in Germania e, nel frattempo, saccheggiavano, devastavano e abusavano dei residenti al fine di portare con sé un bottino di guerra consistente. La situazione degenerò definitivamente il 21 settembre 1943, quando due soldati italiani insorsero contro i tedeschi durante un furto in gioielleria, e, nello stesso momento, un barbiere materano assassinò a sangue freddo un militare austriaco.

Lacerati gli equilibri già precari, i materani decisero nella stessa giornata di insorgere in massa e ribellarsi al giogo nazifascista: sotto la guida del sottotenente Francesco Paolo Nitti fu organizzata la rappresaglia ricordata come “Insurrezione di Matera” e in cui, con l’aiuto di civili e militari, fu predisposta la difesa della città sia in strada con civili in prima linea, sia a tiro presso alcuni punti strategici.  La battaglia durò alcune ore, non senza perdite. Il colpo di grazia arrivò nel pomeriggio della stessa giornata quando, poco prima di abbandonare la città, i tedeschi fecero saltare in aria il Palazzo della Milizia di Matera, in cui persero la vita circa sedici civili e di cui solo uno di loro sopravvisse e fu testimone delle dinamiche dell’accaduto: quest’ultimo avvenimento sarà ricordato con il nome “Strage di Matera”.

Gli avvenimenti accaduti a Matera durante quella giornata vengono oggi ricordati a mezzo di monumenti e lapidi distribuite per le vie della città e di cui alcune di esse portano i nominativi dei caduti per la difesa della libertà.

La storiografia ricorda la città di Matera come la prima città italiana che ha dato il via all’insurrezione contro un’ideologia malata e sconfitta dalla stessa violenza e dallo stesso odio da cui era nata.

Come si presenta la situazione ai nostri giorni? Emil Cioran mette in guardia a tal proposito, affermando che così come un’ideologia viene annientata, di peggiori potrebbero crearsene, provocando una recessione di civiltà che, seppur differente, costringerà l’uomo a vivere sulla Terra il suo inferno perpetuo: combattere contro se stesso per annientare se stesso, poiché da se stesso non ha mai imparato l’umiltà e, fin quando non la imparerà, continuerà a giocare un ruolo vittima-carnefice, fino a quando non deciderà volontariamente di scomparire. Che i sacrifici non siano resi vani dall’isteria e dall’abuso di potere.

 

Roberta Bagnulo

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