UN SINGOLARE ESEMPLARE DI VASO DI PANDORA

Il Vaso di Pandora a matrëška: si immagini un mito in cui tutti i mali non traboccano subitamente dall’orcio; in cui l’uomo decide di chiudere il tutto già al primo passaggio, convinto che ciò a cui ha appena assistito è quanto di peggio possa accadere al mondo. Poi qualcuno di più curioso inizia ad aprire gli altri vasi, ed ecco che l’uomo scopre che vecchiaia, gelosia, malattia, pazzia e vizio sono solo la punta dell’iceberg di qualcosa di più profondo: fu così che l’ipocrisia entrò nel mondo e gli uomini impararono che la saggezza non recava profitto. Ma qualcuno pensò: “cosa potrà esserci di così tanto terribile adesso?”; aprì l’ennesimo vaso, e la cattiveria si insinuò nei cuori delle persone. Poi fu il turno dell’indifferenza, che rese l’uomo privo di stupore dinanzi a terribili episodi. Infine fu il turno della paura, e l’uomo iniziò a raccogliersi in se stesso. Può esserci qualcosa peggiore di questo?

Nel 2020 è stato aperto un altro vaso, che ha donato l’anaffettività, portando all’attenzione della platea un singolare esemplare: un essere biologicamente vivo, ma privo di emozioni e interesse per sé e per ciò che lo circonda, inerte alla morte e alla nascita. Non sa chi sia, né da dove venga, né di cosa abbia bisogno, ma sa di essere servo di qualcuno. Non conosce il profumo della libertà, della leggerezza.

Il 2021 è appena iniziato: è ancora troppo presto per scoprire quale altra sorpresa è in serbo per l’uomo. Il mito del Vaso di Pandora narra che la speranza fu l’ultima ad essere liberata per permettere all’umanità di riappropriarsi dell’unico valore che sarebbe valso la pena serbare per affrontare le peripezie. Ma non si può sperare se non si crede in qualcosa: fu così che l’uomo iniziò a vivere per inerzia.

Ma a quell’involucro apparentemente vuoto che ogni giorno si incontra per strada, con cravatta o con casco, in bici o in auto, con il tesserino aziendale con sopra il numero di matricola o l’abbonamento attaccato al collo, con guanti e mascherina e con occhi spenti, quello che non ha mai tempo ma che in realtà ne spreca a volontà, occorre fargli sapere che dovrà continuare a scoprire se stesso se vuole arrivare fino in fondo.

Se l’uomo vuole guarire, deve ricordarsi di essere uomo.

Roberta Bagnulo

 

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