LA STORIA SORDIDA DEL RATTO INCASTRATO E DEI POLITICI POLTRONARI

Il topo in questione era un esemplare grassoccio e stupido che nel tentativo di uscire dalle fogne è rimasto incastrato in un tombino, fortunatamente per lui sono intervenuti alcuni vigili del fuoco che sono riusciti a liberarlo.
Una storia che ci ricorda molto da vicino i fatti che coinvolgono il tristerrimo salvini ed i suoi amichetti grullini.

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L’INVOLUZIONE DELLA SOTTOSPECIE

Noi Ingrati la mattina, appena svegli bestemmiamo contro salvini, poi imprechiamo contro di maio e grillo, sfanculiamo toninelli e sputiamo sul governo tutto, ma tutto ciò non basta.
Non basta a restituire all’Italia qual onore perduto, quel senso di appartenenza ad una Europa, sogno di alti pensatori realizzata sul sangue di martiri ed innocenti idealisti.

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I GRILLINI DI SALVINI

Ed ecco l’amico grullino correre in aiuto dell’alleato, pronto a cedere quel nulla di onore che ancora possedeva per salvare capra e cavoli.
Il ministro dal canto suo è ben felice di essersi evitato un processo che con ogni probabilità ce lo avrebbe finalmente tolto dalle palle ma questa vittoria gli costerà cara.
La classe media non vede di buon occhio i vigliacchi ed il suo comportamento ha reso a tutti palese la sua inettitudine, la sua pavidità.

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POCHE PALLE, ABOLITE LA DEMOCRAZIA

In seguito alla vittoria, in questa edizione, del “cantante” Mahmood sui social si è scatenato un putiferio.
Uno scannatoio mediatico, pro e contro, insulti, volgarità, frasi razziste, mediocrità, schivo e vergogna.
A noi Ingrati la canzone di Mahmood fa schifo, così come ci fanno schifo anche le altre “canzoni” cantate a Sanremo quest’anno.

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RECESSIONE, GRAVE RISCHIO PER LA NAZIONE. EVIDENTI RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO

Una politica senza palle, fatta da gente senza palle ha causato e sta causando una notevole decrescita dell’economia del paese.
Questo poiché milioni di persone che hanno valutato di non credere nelle panzane di questo guazzabuglio di mentecatti che decidono delle nostre vite non vuole rischiare di perdere quei pochi risparmi che ancora possiede.

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L’ORDINE DEI GIORNALISTI NON ACCETTA GLI INSULTI DEI GRILLINI

L’ordine dei giornalisti scende in piazza.
In tutta Italia professionisti, pubblicisti e cittadini si sono riversati oggi in innumerevoli piazze per difendersi dalle becere accuse di questo governo iniquo e pressappochista.
A fronte degli insulti volgari e populisti da parte del M5S non ci può essere che una decisa e diretta presa di posizione a favore del diritto all’informazione ed alla libertà, valori che evidentemente infastidiscono enormemente le compagini al potere.
Di seguito tre interviste sul campo, realizzate da Enrico Cignatta, che hanno lo scopo di definire il punto di vista dell’ordine in Piemonte.
Il nostro punto di vista è ovviamente a favore della libertà, oggi stuprata dallo stesso governo che dovrebbe difenderla.

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SUPERDI’ ED IPERDI’, la violenza contro i lavoratori continua, senza che Di Maio faccia nulla

Sono 750 persone. Rimaste senza stipendio da oltre quattro mesi. Vittime di un indecente balletto che vede convolti 43 negozi di proprietà della GCA.
Da quattro mesi e mezzo ormai la proprietà dichiara di aver trovato un acquirente dei negozi. Prima un unico acquirente. Poi due. Poi, più di due. Ci sono stati tre incontri al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. L’ultimo è stato effettuato lo scorso 5 Novembre. Gli accordi sono mutati continuamente.

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SE TU TIRI DRITTO, IO SCENDO.

Chiunque può annoverare tra le sue amicizie presenti o passate un individuo che suo malgrado ha compreso che alla guida non era un pilota di F1.
In auto si sa’ il rischio è dietro l’angolo ed occorre essere più che attenti per portare a casa la pellaccia ogni giorno.
Strade pericolose, buche terrificanti, imprevisti, concorrono a rendere i nostri tragitti più che pericolosi, mettendo a dura prova le competenze di ogni buon automobilista.

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L’EASY LIVING IN SALSA PENTASTELLATA

Voti persi, solo voti persi, sottratti ad una politica basata sulla concretezza e sul progresso e dirottati verso progetti ed idee che definire insulsi è poca cosa.
Dopo più di cento giorno di governo dai connotati inequivocabilmente ridicoli il reddito di dignità sta lentamente assumendo la sua forma definitiva, inevitabilmente differente da quella originalmente venduta in fase elettorale.
A dire il vero completamente stravolta, tanto da non poter essere più nemmeno paragonata ad un reddito di dignità ma ad un qualche genere di wellfare politic destinata alle classi meno abbienti ed ai completi indigenti.

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