IL PRIMO MAGGIO: LA FESTA DEI POCHI

Nella giornata del primo maggio si festeggerà come di consuetudine la festa dei lavoratori. Come ogni anno ci saranno (probabilmente) cerimonie, celebramenti, pranzi nei ristoranti e tanto altro. Ciononostante, ora come non mai, è arrivato il momento di distogliere l’attenzione dal solo atto del festeggiare al fine di fare un resoconto che sia il più fedele possibile alla situazione odierna del nostro paese nell’ambito del lavoro.

NON E’ UN PAESE PER GIOVANI

L’Italia è quel Paese fantastico in cui c’è sempre la speranza che le cose possano cambiare. Cambiano i governi, cambiano gli schieramenti politici e cambiano le generazioni. Ma le cose rimangono, puntualmente sempre le stesse. Il tempo passa ma i problemi sono sempre così fottutamente attuali. Lungi questo da essere un discorso populista, ma la reale e triste analisi di una situazione vissuta da un prossimo trentenne in cerca di un futuro dignitoso nella sua terra natia.

NELL’INTERESSE DEL SINDACATO O DEL LAVORATORE?

Giovedì 16 marzo la commissione Lavoro ha sancito l’eliminazione dei voucher, inutile dire che questo ha scatenato un “putiferio ” per i tanti datori di lavoro che ormai ne facevano uso.
I voucher sono una forma di pagamento per il lavoro occasionale senza contratto di lavoro e chi ne fa un uso maggiore sono soprattutto i ristoratori che, a seconda, delle giornate necessitavano più personale utilizzando proprio questo metodo di pagamento.
Anche le pubbliche amministrazioni ormai erano solite farne uso.