LEGHISTI, CHI LI CONOSCE NON LI VOTA

È il caso della femme fatale, fedelissima di salvini Lucia Borgonzoni.
A quanto pare il padre ha un parere molto preciso del movimento salviniano ed ha chiaramente espresso quanto segue: “Non voto mia figlia leghista. Il suo partito gioca con le paure degli italiani” .
E’ fin troppo gentile il signor Borgonzoni, che per amore non esagera con le critiche ma che nel rispetto di se stesso e del prossimo si sente in dovere di esprimere chiaramente una posizione in aperto contrasto con gli interessi della sua stessa figlia.
Cosa possiamo dedurre da questa querelle familiare che infiamma più di una soap opera nostrana, facendo tremare le ginocchia a chi sostiene che Lucia abbia già la vittoria in tasca in Emilia Romagna?
Ne deduciamo l’ovvio, ovvero che chi realmente conosce le alte sfere del movimento leghista ne è terrorizzato.
Terrorizzato a tal punto da mettere gli interessi della collettività davanti a quelli della sua stessa famiglia.
Uomo interessante Giambattista Borgonzoni, un ex leghista che assistendo alla deriva plebiscitaria del paese si definisce apertamente cattocomunista, molla la lega di salvini, ormai una scatola vuota d’ogni valore politico e funzionale esclusivamente agli interessi del suo leader e della sua miserabile cricca e salta al PD.
Un messaggio politico che non lascia spazio a dubbi e che chi è addentro alle logiche della vecchia politica non può che apprezzare.
Al di la delle ideologie non possiamo negare che la forza d’animo ed il carattere di quest’uomo ci piacciono.
Ci rivolgiamo quindi ai parenti dei salviniani, non votateli, fate come Giambattista, mettete gli interessi della nazione davanti ai vostri, garantendo così al popolo una possibile rinascita culturale e sociale.
L’imbarbarimento e la volgarità in cui la nazione sta sprofondando dovrebbe essere da monito a tutti, siamo alle porte di un periodo tragico e tutto ciò a causa della sete di potere di un ducetto da quattro soldi che in un mondo “normale” non avrebbe mai potuto neppure avvicinarsi al soglio del potere.

Christian Longatti

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