L’EASY LIVING IN SALSA PENTASTELLATA

Voti persi, solo voti persi, sottratti ad una politica basata sulla concretezza e sul progresso e dirottati verso progetti ed idee che definire insulsi è poca cosa.
Dopo più di cento giorno di governo dai connotati inequivocabilmente ridicoli il reddito di dignità sta lentamente assumendo la sua forma definitiva, inevitabilmente differente da quella originalmente venduta in fase elettorale.
A dire il vero completamente stravolta, tanto da non poter essere più nemmeno paragonata ad un reddito di dignità ma ad un qualche genere di wellfare politic destinata alle classi meno abbienti ed ai completi indigenti.

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L’ITALIA CROLLA SOTTO IL PESO DEI TWEET

Si certifica il cedimento strutturale dell’Italia. Adesso sarebbe il caso di alzarsi le maniche della camicia e mettersi al lavoro. Basta annunci. Basta puttanate sui Rom o sugli sbarchi dei disperati. Adesso ci aspettiamo che si controllino tutte le infrastrutture: i ponti, le autostrade, l’alta velocità in un paese ad alta densità sismica.

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DI MAIO DIFENDE SALVINI (NON E’ UNA BARZELLETTA)

“Se avessi il drappo ricamato del cielo,
Intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
I drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
Dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
Stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
Invece, essendo povero, ho soltanto sogni;
E i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
Cammina leggera, perché cammini sui miei sogni”.

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LA PIENA SALVINIANA HA ROTTO L’ARGINE PENTASTELLATO

C’è qualcosa in questa deriva politica che non ci convince, le percentuali elettorali dei movimenti che hanno ottenuto il potere ( 17,79% salvini, 32,19% M5S del 73% degli aventi diritto) non combaciano con gli attuali equilibri di governo ne tantomeno convince l’atmosfera orwelliana che domina ormai nei social network.
Mentre gli organi di stampa si dividono le percentuali di mercato tra antipopulisti e governativi, o come il diktat salviniano ha imposto, tra onesti e rosiconi…

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ALEA IACTA EST!

Nelle ultime ore l’aggressività dei fan di questa malsana alleanza di Governo ha assunto dei contorni a dir poco preoccupanti.
Una redazione si sa è da sempre oggetto di insulti e velate minacce da parte di chi è intollerante, ma qualcosa in Italia sta cambiando, serpeggia sui social e tra la gente un malcontento manovrato.
Un interventismo partecipativo di chi nulla capisce ma vuol agitar comunque le braccia, nel disperato tentativo di ritagliarsi un c’ero anch’io da raccontare tra le mura domestiche ai batuffoli di polvere.

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IL FALO’ DELLE VANITA’ DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA

Oggi dovrebbe essere un giorno di festa. Il condizionale però è d’obbligo, in quanto nel Bel paese non viene percepita come una ricorrenza sentita. La festività odierna è per i più occasione per allungare il fine settimana, moderno status symbol che non si vede l’ora che arrivi ma che sparisce nella frazione di un battito di ciglia.

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IL GOVERNO DEL “BANDERUOLA”

Nel giorno della Festa della Repubblica vi riproponiamo l’articolo dello scorso anno, sempre drammaticamente attuale.
Come un dagherrotipo esso fissa un momento della nostra storia che definisce senza se e senza ma le attitudini ambivaghe e moralmente lascive dell’attuale vice premier salvini.
Un anno fa lanciava un diktat a tutti i suoi sodali: non festeggiate!!!

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