IL CAOS SOVRANISTA IN EUROPA

L RATTO DELLE MASCHERINE
Andrej Babis, il premier della “Repubblica Ceca”, noto tycoon antimigranti autocratico e populista (come il nostrano salvini) è a quanto pare il responsabile finale di un fattaccio che è immediatamente diventato un caso diplomatico internazionale

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GUNS & CORONAVIRUS, VINCE CHI SA PERDERE

Eliminiamo l’”Altro”, che può essere un fattore di impedimento al nostro procedere senza dover rispondere di niente e a nessuno.
Alziamo muri, si può fare a meno di chi ci mette di fronte e a contatto con l’”altrove” che non vogliamo vedere, the dark side of the moon. 
Quale futuro per le nuove generazioni se le leadership non accolgono, danno attenzione, ascoltano la realtà che li circonda?.
Show, don’t tell. Si educa mostrando, non raccontando. 

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TRUMP, JOHNSON ED IL MESSAGGIO PEDAGOGICO DEL CORONAVIRUS. UN’OCCASIONE DA COGLIERE.

Eliminiamo l’”Altro”, che può essere un fattore di impedimento al nostro procedere senza dover rispondere di niente e a nessuno.
Alziamo muri, si può fare a meno di chi ci mette di fronte e a contatto con l’”altrove” che non vogliamo vedere, the dark side of the moon. 
Quale futuro per le nuove generazioni se le leadership non accolgono, danno attenzione, ascoltano la realtà che li circonda?.
Show, don’t tell. Si educa mostrando, non raccontando. 

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LA POLITICA COLONIALISTICA PANDEMICA CINESE, GLI USA IN PERICOLO?

“La politica colonialistica pandemica Cinese e il triangolo drammatico di Karpman”
Una lettura transazionale delle dinamiche relazionali tra le potenze mondiali in merito all’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus.
La nascita, la crescita e l’esplosione dell’epidemia da coronavirus dalla Cina verso i paesi occidentali può essere ben compresa se analizzata usando come termine di traduzione il paradigma del triangolo drammatico di Karpman.

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QUEI 49 MILIONI CHE SALVINI NON VUOLE PROPRIO RESTITUIRE

salvini è infatti il segretario di un partito di estrema destra nazionalista ed uno di sinistra secessionista.
Spiegazioni politiche non ce ne sono ma quelle economiche sono davvero inquietanti.
Che voglia fare una bad company?

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I SECESSIONISTI CHE VOTANO PER I SOVRANISTI

Da quando salvini ha di fatto distrutto la lega nord trasformandola da partito federalista (che come citava il suo articolo 1: ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana ) abbiamo assistito a comportamenti alterni e ondivaghi nelle schiere che un tempo si professavano secessioniste.
Anche i bossiani di ferro che non sono stati espulsi sono giunti a più miti consigli diventando dei reietti o peggio dei leccaculo.

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IL PROBLEMA DELLA POLITICA CHE NON RISOLVE I PROBLEMI

he l’iniquità dell’elettorato fosse giunta a bassissimi livelli lo sapevamo e già ci rendevamo conto che in Umbria, anche e sopratutto in virtù della vacuità delle forze politiche in antitesi alla destra a trazione salviniana, avrebbero stravinto i nazionalisti.
Niente di grave comunque, è sempre il solito disegno perverso che si ripete anno dopo anno senza mai dare veramente alle persone quello che è stato promesso.
Stiamo assistendo non alla vittoria di una nuova politica del fare ma all’ennesima politica del raffazzonarsi, dell’accaparrarsi, del favorire l’amico e dell’infischiarsene grandemente dell’elettore medio.

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SALVINI SGUINZAGLIA I SUOI LECCAPIEDI PER OSCURARE REPORT

Igor de Biasio e Gianpaolo Rossi: chi sono costoro?
Due membri del Consiglio di Amministrazione della Rai, politicamente vicinissimi a salvini (sopratutto de Biasio).
Sono i due personaggi che a seguito della trasmissione di Report in cui si faceva riferimento alle evidenti responsabilità della lega nel Russian Gate hanno attaccato duramente il programma.

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VOGLIONO FARCI TORNARE NEL MEDIOEVO

Fabrizio Ricca, consigliere comuale a Torino ed assessore regionale era il segretario / portavoce e nella pagina Facebook aveva pubblicato fotografie in cui si accompagnava con personaggi che dopo il servizio di ieri assumono connotati assolutamente inquietanti: Savoini, l’indagato principale del Russia Gate e Alexandr Dugin, ideologo dell’ultradestra conservatrice russa.

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