ITALIANI, OSTAGGIO DEI POPULISTI

Mentre il Quirinale, nella persona del Presidente Mattarella sta cercando di risolvere la situazione Governo con l’aiuto di Cottarelli dalla strada il felpetta populista sbraita ed urla come un banditore fomentando le masse e rendendo sempre più delicata la già terribile situazione che egli stesso ha contribuito, il larga parte, a creare.

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SALVINI, UOMO PERSO E POLITICO SCONFITTO

In seguito all’incredibile sforzo, all’immane fatica, necessaria all’ analisi dell’ultimo discorso farneticante del felpato, postato sulla sua pagina Facebook, è necessario raccogliersi in profonda riflessione.
Si capisce già dalle sue prime parole la mala situazione in cui versa la pseudoalleanza grulloleighista, si inizia con una volgare invettiva contro la stampa, contro l’Europa, contro le banche, contro i partiti avversari, contro tutti coloro che si permettono di poter pensare in modo differente dal suo.

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MA E’ IL GATTO CHE SI MORDE LA CODA O E’ LA CODA CHE MORDE IL GATTO?

La campagna elettorale sta per terminare e gli alleati arricciano il naso di fronte a tale pochezza e povertà, nutrono seri dubbi che le altisonanti parole del pretaccio felpettato siano veritiere ed ormai propendono a favore dell’idea che la lega di salvini sia una enorme montatura, in sintesi una scoreggia nello spazio (cit. U.Bossi)

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DISCORSI D’ODIO, COME LI ODIO

Una signora che urla frasi folli e frutto di dissociazione mentale contro le forze dell’ordine è diventata un caso mediatico.
In questa vigilia elettorale incandescente non c’è fine al peggio, tutte le parti in causa hanno saputo tirare fuori il peggio dalle loro truppe cammelllate.

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SALVINI SCONFITTO DAL REFERENDUM

Questo referendum, in cui l’elettorato ha definito la volontà di modificare le politiche verso modalità meno centraliste rappresenta, secondo molti quotidiani una svolta storica.
Noi ingrati ovviamente non siamo d’accordo, riteniamo che le logiche federaliste, fossero da sempre vive e pulsanti in quelle particolari aree geografiche e che più che non il successo di ieri vadano prese in considerazione le dinamiche che hanno fatto si che a votare siano stati il 57,2% degli aventi diritto in Veneto e solo il 38,25% in Lombardia.

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