ATTENTATO A TORINO, PROVE GENERALI IN PIAZZA SAN CARLO

Storia

Sabato sera si è tenuta a Torino una prova generale di attentato, tale prova prevedeva l’introduzione in piazza San Carlo, tramite una scusa qualsiasi, di oltre 20’000 persone, per testare le reazioni sociali nonchè la macchina di prevenzione alle emergenze.
In un momento di assoluta tranquillità un gruppo di individui avrebbe avuto il compito di far esplodere una bomba carta urlando frasi sconnesse in arabo* mentre altri urlavano:” Bomba!!”.
La fuga incontrollata degli astanti ha causato incredibili danni.
La reazione del pubblico ha superato le più rosee aspettative dei registi, con oltre 1500 feriti di cui molti in modo grave.
Costo dell’operazione: 200 euro, compresa la trasferta dei mentecatti che hanno messo in opera il test.
Danni per oltre 1’000’000 di euro, considerando un bambino in fin di vita, le degenze e le cure dei feriti, i danni materiali alla piazza ed alle vie attigue, il materiale video danneggiato.
Un successo incredibile inoltre ha l’effetto paura, che ancor oggi si percepisce per le vie di Torino, molti preferiscono stare a casa e non recarsi ai loro usuali impegni extra professionali.
L’effetto panico era già stato preso in considerazione nella realizzazione di attentati, infatti tutte le polizie del mondo osservano con religiosa attenzione le linee guida che prevedono un altissimo livello di rischio in caso di assembramenti di pubblico di tale entità.
Indubbiamente anche a Torino c’è stata una grande attenzione verso questo aspetto, tuttavia, era impossibile considerare che dall’equazione si escludesse la detonazione mortale (così amata dai terroristi islamici) a favore di un semplice sistema basato sulla banale psicologia umana, ovvero esplosione finta, ed allarme vocale.
A nostro avviso non può essere un banale scherzo, è troppo perfetto, studiato nei minimi dettagli, tant’è che ancora gli inquirenti brancolano nel buio sulla dinamica di questa serata di sangue.
Se dobbiamo dargli un nome possiamo chiamarlo Terrorismo 2.0, ormai si stanno evolvendo, gli basta seminare un po’ di panico ed il gioco è fatto.
Come risponderanno le forze antiterrorismo ad una minaccia così impossibile da valutare e prevedere?
Esiste quindi la possibilità che Sabato si sia assistita ad una prova generale, è un pericolo concreto, ipotetico ma pur sempre concreto.
La Giunta e le istituzioni spiazzate dai fatti a quanto pare insondabili si interrogano su errori e si accusano a vicenda con il classico scaricabarile politico.
La paura è ormai così radicata nelle nostre menti e nei nostri cuori, anche a causa dell’inadeguatezza delle istituzioni, che basta un fiammifero per accendere un fuoco di terrore e di morte.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

 

Fonte *(https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/04/torino-il-racconto-dellisteria-in-piazza-siamo-in-guerra-ho-sentito-allahu-akbar-cera-un-camion-il-prefetto-il-panico-non-e-governabile/3634823/amp/)