AUTOGESTIONE ITALIA

Una nuova e deleteria classe sociale è nata, composta perlopiù da ignoranti, populisti, disoccupati, giovani spaesati ed incompetenti, che termine usare per definire questa marmaglia?
Anoùsi gli si addice, essi infatti sono del tutto privi dei concetti che il termine greco noùs va a raccogliere:

Adderall, la soluzione ad un problema imposto

La società moderna va perennemente di fretta. Basta camminare per le strade della nostra città per notare come le persone deambulino in maniera concitata verso i propri impegni, per poter giungere a fine giornata e mettere una spunta ai propri impegni, potendo dire di aver fatto il proprio dovere. Non ci vuole una laurea ad honoris causa in sociologia per comprendere che tutto ciò va in una direzione innaturale dove la mole di impegni, responsabilità e pensieri si fa man mano sempre più umanamente insostenibile.

E’ SATIRA FINCHE’ FA COMODO

Sempre in nome dell’etichettatura e del mantra dei recinti culturali.
Noi ingrati non ci stancheremo mai di affermare quanto poco conti per noi tutto questo teatrino di giullari del politicamente corretto. Giudici del nulla.

Gaetano Pugnani e i musicisti della Corte Sabauda

Gaetano Pugnani (1731-1798), musicista di corte dei Savoia, è stato uno dei più importanti compositori piemontesi. Ed è del tutto dimenticato. Si sono occupati di lui i nostri Giorgio Enrico Cavallo e Andrea Gunetti, che hanno da poco pubblicato la monografia Gaetano Pugnani e i musicisti della corte sabauda nel XVIII Secolo (Roberto Chiaramonte Editore, 2015), che è frutto di un paziente lavoro di indagine principalmente nell’Archivio di Stato, in quello storico di via Barbaroux e in Conservatorio di Torino. Ne emerge un ritratto vivo ed eloquente di Gaetano Pugnani, oltre che degli altri musicisti che operarono alla corte di Torino nel Settecento. Questo secolo vide infatti una gran quantità di geniali compositori che fecero del Piemonte una terra di fecondi artisti.

LA VITTORIA DELL’IGNORANZA E DEL MENTECATTISMO

L’election day è terminato, in questa giornata uggiosa si delinea un quadro politico in cui di fatto non esiste alcun vincitore.
Tra camera e senato le variazioni dei vari partiti sono minimali e di fatto il quadro è quasi speculare.

I GUERRIERI DELLA NOTTE E IL SUCCESSO DI UN FILM SENZA TEMPO

Quel suono. Dannatamente iconico quanto terribilmente inquietante. Quelle bottigliette di vetro sbattute una contro l’altra. Uno sguardo psicotico, vacuo. E quella battuta entrata oramai di diritto nella storia del cinema: “Guerrieriiiii… Giochiamo a fare la guerra?”. Questo è solo uno dei tanti momenti memorabili che hanno reso The Warriors, in Italia conosciuto come I Guerrieri della Notte, una pellicola senza tempo. Epico come i suoi titoli di testa, accompagnati dalla colonna sonora composta da Barry De Vorzon, in grado di creare una canzone che diventa l’essenza stessa della pellicola. Un film cult in grado di fotografare le paure, le isterie e le ipocrisie di una metropoli come New York, che di notte diventa terra di conquista per le numerose gang giovanili che controllano le strade e che si fanno la guerra una contro l’altra.

IL GIORNALISMO PER LA POLITICA O LA POLITICA PER IL GIORNALISMO

Dubbi e annose questioni ci assalgono cercando di trovare una risposta a questa annosa domanda.
E’ la politica a trovare le informazioni che i giornalisti diffondono o sono i giornalisti a suggerire ai leader gli argomenti più caldi da diffondere populisticamente al popolo per ottenere voti e favori?

LUIGI DI MAIO: MACELLAIO DOGMATICO

Luigi di Maio: l’ incoerenza quasi svergognata (si potrebbe dire da “faccia di tolla”) del candidato in pectore di un movimento politico che tritava consensi sulla base della coerenza e della fermezza, di valori non negoziabili, ovviamente visti come una panacea dall’elettore stanco, deluso, avvilito, frustrato da anni di generale innettitudine della classe politica di governo.

L’AUTOCOMPIACIMENTO ESTETICO DELL’ORRORE

Analfabeta funzionale è colui che è incapace di ricostruire ciò che ha appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. È di fatto un incapace!
La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, coglie soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva.
Ha perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre – non se ne rende nemmeno conto.

MARILYN MANSON E L’IPOCRISIA PERBENISTA DELLA BEAUTIFUL PEOPLE

Quando si pronuncia il nome di Marilyn Manson la maggior parte delle persone pensa subito ad uno stralunato personaggio con delle strane lenti a contatto, vestiti di pelle neri e satanismo. Questo perché l’oscurantista macchina del perbenismo ha alimentato negli anni la convinzione che la rockstar americana sia un indefesso satanista intento a divulgare il messaggio del Signore degli Inferi attraverso i testi delle sue canzoni. Per anni Manson (la rockstar) è stato oggetto di una delle più massicce e pericolose gogne mediatiche messe in campo dalla società americana.