IL LOCKDOWN E LA TUTELA DELLA SALUTE PSICOLOGICA 

I“Respiratori” per evitare il collasso psicologico di una buona parte della popolazione pare non siano previsti, almeno per il momento. Il risultato è un “lockdown” che forse mieterà più vittime dei malati clinici da Covid-19 e che sta mietendo, a sentire dalle ultime ore, una serie di suicidi a catena, oltre all’aggravarsi delle condizioni già precarie di alcuni pazienti. 

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CHE BELLO PAGARE LE TASSE

Se fossi nato negli Stati Uniti d’America e mi fossi svegliato il 31 Marzo di notte con 39° di febbre, tosse, dissenteria, avrei perso tutto, il lavoro, lo stipendio, e probabilmente anche la Vita, poiché se non avessi avuto una costosissima assicurazione, non avrei saputo chi chiamare, come ho potuto fare qui in Italia.

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SIAMO SOLO CONSUMATORI CONSUMATI

L’emergenza sanitaria e il relativo lockdown hanno reso la connettività fondamentale e quello che prima era un lusso oggi è sempre di più una mera necessità.
Ci stiamo avvicinando al momento in cui non sarà più accettabile sborsare danari per una connessione o per l’acquisto di un dispositivo, essendo noi stessi parte integrante di questo colossale piano di marketing che ci regala perline in cambio di qualcosa di molto più prezioso: la nostra umanità. 

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IL SALVINI-VIRUS IL VERO TUMORE ITALIANO

I movimenti gentisti nazionalisti fanno breccia nelle masse di analfabeti funzionali e lo fanno attraverso i soliti strumenti: odio, rabbia, paura.
Lo possiamo vedere ogni giorno, sui social network orde di rabbiosi omuncoli si scagliano sull’uno o sull’altro travalicando le minime regole del bon ton e del rispetto, nascosti dietro un fugace paravento digitale che li rende anonimi ai più.

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IL VIRUS SIAMO NOI

In questa raccolta vengono riproposti i quattordici articoli che nel mese di Marzo 2020 furono da me scritti e pubblicati da L’INGRATO sino all’ultimo video in cui chiesi cortesemente a Salvini di mettere in quarantena anche la sua perenne campagna elettorale, che anche in piena emergenza sanitaria non riusciva a interrompere, continuando i “travestimenti illusionistici”, uno dei quali criticai (si presentò in un video con un “setting” e un’immagine di sé simile ad un operatore sanitario). Il video fece più di un milione e ottocentomila visualizzazioni.

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LA SAMBA DELLO SCOGLIONAMENTO

Potete state a meno di un metro, se avete la mascherina.
Potete uscire e fare Jogging ma non nel senso di fare Jogging, cioè correre, ma nel senso di fare Jogging camminando con vostro figlio piccolo. Ma non oltre i duecento metri da casa e comunque per poco tempo.
Potete accedere al sito dell’Inps e chiedere i 600 Euro, se siete autonomi e liberi professionisti, e però mettetevi in fila perché ci sono 100 persone al secondo che fanno la stessa cosa. Per cui il sito non vi fa accedere. C’è di positivo però che nel frattempo potete riuscire a entrare nel profilo di qualcun altro avendo contezza dell’intera filiera dei suoi dati personali in spregio alla legge sulla riservatezza dei dati.

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IL NAUFRAGIO CI DARÀ LA FELICITÀ.

La cultura ci salverà e sarà un nuovo rinascimento. 
“Che notte buia che c’è, povero me, povero me.
Che acqua gelida qua, nessuno più si salverà…”
Cosa sta dimostrando questa emergenza sanitaria, quale conclusioni si possono già fare nel mezzo del cammino di nostra pandemia…

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NON SI UCCIDONO COSI’ ANCHE I CAVALLI?

Misure disumane per salvare esclusivamente le  vite con più prospettive prestazionali. 

Questo è il racconto del fallimento di un sistema basato esclusivamente sul calcolo economico “tout court” e sul valore di “produttività per la causa nazionale” del cittadino americano. Tutto il resto non conta, soprattutto se devi scegliere se salvare la vita o no a chi ha bisogno di strumenti salvavita costosi e assicurati solo ai “cittadini più performanti”, in termini economici naturalmente. 
In una realtà in cui chiunque può costruirsi un arsenale personale in casa, e in qualsiasi momento uscire di casa imbracciando un arma automatica per entrare in un college, un outlet, un centro commerciale, un teatro e fare una strage.
Come poter chiedere ai cittadini di rinunciare alla libertà di disporre a piacimento della vita altrui, per salvare l’Altro puntato nel mirino? 

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COVID – 19 E IL PARADOSSO DEL TEMPO CHE MUORE.

Lo status di blocco in cui l’individuo si è visto costretto a rimanere, da un momento all’altro, a seguito del proclamato stato di emergenza nazionale per Covid-19, ha fatto sorgere tra le persone una doppia reazione: c’è chi vi ha colto un’opportunità per riappropriarsi di sé e degli affetti, c’è chi invece ha sviluppato un atteggiamento agorafobico (o claustrofobico?) e isterico verso un tempo libero che non riesce né a colmare, né a trascorrere. In questo articolo parleremo del secondo caso, un vero paradosso che si diffonde in concomitanza al virus. 

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