I GRILLINI DI SALVINI

Ed ecco l’amico grullino correre in aiuto dell’alleato, pronto a cedere quel nulla di onore che ancora possedeva per salvare capra e cavoli.
Il ministro dal canto suo è ben felice di essersi evitato un processo che con ogni probabilità ce lo avrebbe finalmente tolto dalle palle ma questa vittoria gli costerà cara.
La classe media non vede di buon occhio i vigliacchi ed il suo comportamento ha reso a tutti palese la sua inettitudine, la sua pavidità.

POCHE PALLE, ABOLITE LA DEMOCRAZIA

In seguito alla vittoria, in questa edizione, del “cantante” Mahmood sui social si è scatenato un putiferio.
Uno scannatoio mediatico, pro e contro, insulti, volgarità, frasi razziste, mediocrità, schivo e vergogna.
A noi Ingrati la canzone di Mahmood fa schifo, così come ci fanno schifo anche le altre “canzoni” cantate a Sanremo quest’anno.

MI VACCINO! NO TU NO (VAX)

Il mondo è un luogo vasto ed ameno, talmente ameno da sconvolgere per l’assurdità di alcune storie. Lugubri storie di oscurantismo del pensiero e di una reale presa di coscienza che mandano in vacca quanto di buono fatto da quei “poveri stronzi” di Voltaire, Montesquieu e Rousseau. D’altronde non bisogna di certo stupirsi più di tanto in tempi in cui c’è chi sostiene che la Terra è piatta e l’Australia non esiste in quanto frutto di una non meglio precisata “propaganda di regime”.

BOHEMIAN RHAPSODY, THE MOVIE

Bohemian Rhapsody si. Bohemian Rhapsody forse. Bohemian Rhapsody decisamente no. Questa recensione, che mi piace definire più una sorta di “tossico” punto di vista, arriva a ben quattro mesi di distanza dall’uscita nelle sale italiane del film sulla storia dei Queen e di Freddy Mercury. Giusto il tempo per lasciare aperta la finestra sugli infissi della storia per fare arieggiare la stanza dove, finora, si sono susseguiti pareri e sentimenti contrastanti.

RECESSIONE, GRAVE RISCHIO PER LA NAZIONE. EVIDENTI RESPONSABILITA’ DEL GOVERNO

Una politica senza palle, fatta da gente senza palle ha causato e sta causando una notevole decrescita dell’economia del paese.
Questo poiché milioni di persone che hanno valutato di non credere nelle panzane di questo guazzabuglio di mentecatti che decidono delle nostre vite non vuole rischiare di perdere quei pochi risparmi che ancora possiede.

LE FRECCIATE DI BERRUTO AL GOVERNO GIALLO-VERDE

Mauro Berruto, uomo di sport e di cultura si sfoga su Facebook con una lettera pesantissima di accuse e di considerazioni più che corrette contro questo iniquo governo.
Una di quelle lettere che lasciano il segno, in cui i nomi degli accusati, omessi non per rispetto ma per tutelarsi da cause e querele, risultano comunque piuttosto chiari a chi conosce il brutto mondo della lega e del movimento pentastellato.

CAMACHO CRIOLLO, “L’INFAME” GUSTO DI UNA PAUSA DI QUALITA’

Nel corso delle nostre ricorrenti scorribande tra le riserve più nobili del fumo lento, questa settimana l’attenzione de L’Ingrato Smoking Club si è focalizzata su un prodotto che non avevamo ancora avuto il piacere di recensire fino ad ora. Tra i vari Davidoff Primeros, Cohiba, Romeo y Julieta, Partagas e Montecristo un nome si eleva dalla vetrinetta nella quale esso era risposto per sbaragliare tutta quella blasonata concorrenza.

SIAMO IL PRODOTTO INTERNO LORDO DELLA PAURA

Strasburgo esterno notte, spari nella folla assiepata ai mercatini di Natale.
Attentato? Così pare secondo le ultime notizie.

L’ATTUALE GOVERNO E’ UNA RAPPRESENTAZIONE DELLA PSICOPATIA DELLA SOCIETA’?

Le strade della nostra penisola potrebbero presto trasformarsi in un videogame, non riesco a decidermi se più simili a “GTA5” o “Red Dead Redemption II”.
Insomma, pura violenza esponenzializzata da droghe e psicopatia o qualcosa di più romantico in stile western, dove vendicatori mascherati semineranno terrore basandosi sugli inquietanti dettami del salvinipensiero.

A PROVA DI ERRORE

Gli inquietanti venti di guerra che ci fanno rabbrividire in questi giorni in cui opposti schieramenti di navi e di uomini si fronteggiano nello stretto di Kerch ci ricordano con fin troppa prepotenza che la nostra specie a quanto pare ha la triste attitudine a camminare sull’orlo di un abisso insondabile.