LA DECADENZA MORALE DELL’ITALIANO MEDIO

Un tempo il forte desiderio del popolo di ottenere una giusta rivalsa verso una vita di sacrifici li spingeva ad una difficoltosa ricerca del sapere, la cultura, prima oralmente e poi tramite testi scritti, si trasmetteva ed al riparo delle mura domestiche si dialogava, si evolveva.
Nel secondo dopoguerra, con le importanti conquiste sociali ottenute e con la sicurezza che ne derivava molti padri spinsero i figli a sacrificarsi sui testi universitari e l’Italia rinacque dalle sue ceneri grazie anche questi giovani che furono in grado di travalicare le barriere di classe ed ottenere riconoscimenti professionali ed umani legati non al loro nome ma al loro effettivo valore.

IL BACINO LIBERALE CERCA UN LEADER CREDIBILE

C’è stato chi in Italia aveva compreso come un attacco politico, fosse esso costruttivo o distruttivo, potesse divenire un valido strumento di propaganda.
Questa strategia è stata ben recepita da matteo salvini, che forte del potere che esercita sulle deboli menti che lo osannano, sfrutta questa massima a suo vantaggio senza curarsi delle ripercussioni sociali che tale comportamento rischia di generare.
Ad ogni fake news postata dai suoi adepti, per settimane si sono susseguiti innumerevoli post sdegnati ed allibiti che cercavano di riequilibrare la bilancia tra verità e follia.

INIZIANO I MALUMORI VERSO IL GOVERNO GIALLO BLU

Oggi un gruppo di NO TAV si è recato a Palazzo di Città, a Torino per cercare di capire di preciso cosa voglia fare il governo a proposito della grande opera più discussa degli ultimi anni.
La polizia ha immediatamente creato un cordone di protezione e c’è stata qualche discussione che fortunatamente non è sfociata in violenza.
Legittimo il desiderio di questi elettori di capire qualcosa in più sull’attuale situazione politica, ormai completamente vaga e fumosa.
Sui social network tutta l’attenzione del salvini pensiero va’ all’immigrazione e di altro non si parla, i programmi elettorali sono ormai dimenticati ed ogni posizione politica è stata completamente rivista a sfregio di tutti gli italiani che per queste compagini hanno votato.

LA PIENA SALVINIANA HA ROTTO L’ARGINE PENTASTELLATO

C’è qualcosa in questa deriva politica che non ci convince, le percentuali elettorali dei movimenti che hanno ottenuto il potere ( 17,79% salvini, 32,19% M5S del 73% degli aventi diritto) non combaciano con gli attuali equilibri di governo ne tantomeno convince l’atmosfera orwelliana che domina ormai nei social network.
Mentre gli organi di stampa si dividono le percentuali di mercato tra antipopulisti e governativi, o come il diktat salviniano ha imposto, tra onesti e rosiconi…

ALEA IACTA EST!

Nelle ultime ore l’aggressività dei fan di questa malsana alleanza di Governo ha assunto dei contorni a dir poco preoccupanti.
Una redazione si sa è da sempre oggetto di insulti e velate minacce da parte di chi è intollerante, ma qualcosa in Italia sta cambiando, serpeggia sui social e tra la gente un malcontento manovrato.
Un interventismo partecipativo di chi nulla capisce ma vuol agitar comunque le braccia, nel disperato tentativo di ritagliarsi un c’ero anch’io da raccontare tra le mura domestiche ai batuffoli di polvere.

LO SLOGANISMO SALVINIANO ACCOGLIE ED ALIMENTA LA TRASVERSALITA’ DELL’IGNORANZA

Noi Ingrati ci assumiamo il doveroso compito dell’analisi delle azioni salviniane e l’idea di chiudere i porti ci sembra un palliativo del tutto inutile.
Poiché per risolvere il problema dell’immigrazione incontrollata servirebbe un piano ben definito e condiviso con i partner europei.

LA GUERRA DEGLI SLOGAN

Oggi non ci cureremo come invece fanno tutti gli altri giornali delle due navi di migranti che vagano per il mediterraneo in cerca di approdo,
Parleremo invece del motivo che spinge questi disperati a cercare di raggiungere l’Italia.
Lo slogan, uno dei tanti ed ugualmente banale, lanciato da salvini nei mesi scorsi: “Aiutiamoli a casa loro”, non è stato percepito dai disperati che cercano di attraversare il mare per raggiungere l’agognata terra promessa.

POCHE IDEE E CONFUSE

Il salvinismo miete vittime, quotidianamente e costantemente.
Vittime però che a quanto pare ormai non sono più solo esuli ed esiliati del neomovimento del felpetta ma anche esponenti stessi del primigenio partito, legittimamente eletti, prostratissimi servitori del despota arrabbiato, strenui sostenitori del cadreghismo nazionale.
Vittime che, elette sbandierando ideologie strapopuliste ora si ritrovano a dover fare i conti con le logiche del potere, trovandosi in posizioni indifendibili che però da abili manipolatori riescono a sfruttare a loro piacimento a scapito del loro stesso elettorato e della comunità tutta.

VE L’AVEVAMO DETTO

Un lettore ci accusa di provare livore nei confronti di Salvini peggio di quanto dimostra Sallusti.
Aggiungendo: “questo governo non ha nemmeno messo i finimenti al cavallo, come può esser spronato alla carica?”
A costui rispondiamo che per noi un vero politico debba saper cavalcare persino senza sella, ed infatti dal giuramento ad oggi ne sono già cambiate di cose.

DALLE PAROLE AI FATTI

Il vero grande problema di Matteo Salvini rimane se stesso, senza nulla togliere alla sua straripante dialettica comunicativa, il leader leghista deve ora imparare a calmierare le proprie sparate populiste anti sistema.
Già perché è giunta l’ora di passare dalle “parole ai fatti” per il neo Ministro dell’Interno.