VINNY PAZ, L’UOMO CHE SCONFISSE IL DESTINO

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Il mondo della Nobile Arte è piena di storie di redenzione e riscatto dalle quali l’industria di Hollywood ha, nel tempo, attinto a piene mani. Storie incredibili che raccontano le vicende umane di campioni in grado di andare al di là del semplice concetto sportivo, riuscendo a diventare esempi importanti per appassionati e addetti ai lavori.

E’ il caso della storia di Vinny Paz, al secolo Vincenzo Edward Pazienza, ex pugile dalle chiari origini italiane, che ebbe la forza e la volontà d’animo di ribellarsi ad un destino avverso che voleva decidere per lui. Vinny aveva tutte le carte in regola per avere una carriera di tutto rispetto: era un pugile di stile, potenza ed aggressività. Dopo essersi costruito una  discreta carriera, riesce ad aggiudicarsi la corona mondiale prima nei pesi leggeri IBF nel 1987 e poi nella categoria superleggeri WBA nel 1991.

Era considerato da molti l’erede diretto di grandi campioni del calibro di Mike Tyson e Oscar De La Hoya e niente e nessuno sembrava potesse fermalo. Ma all’apice della sua carriera fu coinvolto in un incidente stradale da passeggero nel quale riportò la frattura di due vertebre del collo.

I medici non vanno molto per il sottile: Vinny non sarebbe più stato in grado di camminare nè tantomeno di combattere. Per una persona che ha la boxe nel sangue l’idea di non poter più salire sul ring e continuare a dare prestigio al proprio palmares è uno dei colpi più duri che la vita potesse infliggergli.

Ma anzichè lasciarsi prendere dallo sconforto, Paz decide di voler ribaltare quella sentenza che la vita gli aveva riservato. I dottori gli montano una sorta di struttura in ferro circolare con quattro viti inserite nelle ossa del cranio per tenergli il collo in tensione. Nonostante l’editto medico gli imponga assoluto riposo, negli otto mesi in cui ha dovuto tenere quell’ingombrante struttura si allena in palestra di nascosto, per avere una ragione per andare avanti.

Arrivato il momento di togliere quella sorta di impalcatura che lo ha reso fino a quel momento un caso etichettato come senza speranza, il pugile italoamericano decide di non sottoporsi all’anestesia. Nonostante il dolore sia atroce e decisamente più forte di quanto si potesse aspettare, Vinny dimostra quel coraggio che lo ha contraddistinto sul ring e che lo ha reso un campione dal cuore da leone.

Lasciando sbalorditi gli stessi medici che lo avevano in cura, Vinny si riprende totalmente dedicandosi per molte ore ad un estenuante fisioterapia al collo.

Grazie alla sua determinazione quest’uomo ha sconfitto un destino crudele dimostrando che la volontà conta più della materia.

La sua carriera sportiva si chiude nel 2002, in un match che lo vede tentare senza successo l’assalto alla corona mondiale dei super medi contro Eric Lucas.

La sua vicenda sportiva ed umana ha ispirato il film del 2016 Bleed- Più forte del destino, dove viene fatto un ritratto sincero del pugile di Rhode Island. Ma nonostante sia sceso negli inferi per tornare più agguerrito che mai, il suo carattere sanguigno lo ha portato più volte nei guai dai quali è uscito con alti e bassi. Un talento misto a quella sregolatezza che è stata la rovina di tanti campioni che hanno fatto fatica a gestire la propria vita al di fuori della Nobile Arte.

Hank Cignatta