Adderall, la soluzione ad un problema imposto

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La società moderna va perennemente di fretta. Basta camminare per le strade della nostra città per notare come le persone deambulino in maniera concitata verso i propri impegni, per poter giungere a fine giornata e mettere una spunta alla propria personale lista di cose da fare, potendo dire di aver fatto il proprio dovere. Non ci vuole una laurea ad honoris causa in sociologia per comprendere che tutto ciò va in una direzione innaturale dove la mole di affari personali, responsabilità e pensieri si fa man mano sempre più umanamente insostenibile. E che cosa succede quando l’essere umano viene schiacciato dal greve peso dei propri pensieri, finendo quindi per diventare vittima del prepotente logorio della vita moderna? Oramai bere un Cynar non basta più.

La chimica diventa quindi la nuova religione a cui votarsi e il nome del suo “salvatore” è Adderall, un farmaco stimolatore cognitivo a base di anfetamina. In pratica è avere accesso, addirittura per prescrizione medica, alle metanfetamine ( di seguito Meth). Infatti la molecola dell’Adderall è praticamente identica a quella della Meth del popolare serial televisivo Breaking Bad. Le case farmaceutiche hanno deciso che il business delle metanfetamine interessava anche le loro tasche e in tal proposito hanno incrementato una sintomatologia di un problema già noto facendola diventare generica per incrementare a dismisura il numero di consumatori. Una generazione intera resa suddita di una soluzione lisergica per una problematica che vuole individui in grado di essere in linea con le aspettative di eccellenza per una gara al massacro in cui nessuno esce vincitore. Bene fanno le case farmaceutiche a fare il proprio lavoro, creando quindi la soluzione ad una domanda crescente. Una domanda alla quale un tempo rispondeva Dio. Una cosa è certa: questa nuova divinità funziona e non ha bisogno di troppe preghiere per elargire il suo chimico intervento divino. In fondo bastano solo cinque dollari per potersi sentire re per un giorno.

Hank Cignatta

 

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