LAMU’, L’ANIME CHE HA FATTO INNAMORARE UNA GENERAZIONE

Tra la moltitudine di robot semi antropomorfi ed eroi dalla virile presenza scenica del calibro di Ken Shiro vi era un cartone animato decisamente diverso dal solito, in grado di diventare un cult tra la generazione cresciuta dalla televisione generalista. E’ il caso di Lamù ( in giapponese Urusei Yatsura), uno degli anime più iconici degli anni Ottanta proveniente dalla fantasiosa e vulcanica terra nipponica.

THE DARKNESS E QUELL’HARD ROCK CAZZUTO MADE IN ENGLAND

Vi ricordate del 2003, periodo di grandi cambiamenti per la storia recente del rock? Tra le varie sonorità che si stavano affacciando tra i gusti delle nuove generazioni di rockers, i Darkness meritano una menzione (perlomeno per quanto riguarda le sonorità e la presenza scenica). Questo gruppo inglese, proveniente da Londra hanno attirato l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori nel 2003, quando hanno dato alle stampe il loro fortunato album di debutto intitolato Permission To Land.

KEN IL GUERRIERO, STORIA DI UN CARTONE VITTIMA DI UN INGIUSTO OSCURANTISMO

C’era una volta la tv commerciale. Quella tv che, al pomeriggio, radunava davanti agli schermi un intera generazione di bambini trepidanti di poter vedere le avventure dei propri eroi preferiti. Rai e (all’epoca) Fininvest si davano battaglia a suon di share con programmi del calibro di Solletico e Bim, Bum, Bam cercando di diventare il canale di riferimento della fascia protetta 15-18.

GIBSON DICHIARA BANCAROTTA: TRAMONTA IL FASCINO DELLA ROCKSTAR

E’ notizia di queste ore che la Gibson, noto marchio produttore di chitarre elettriche statunitense fondato nel 1902 e uno tra i più famosi ed apprezzati al mondo, ha dichiarato bancarotta. Non era una novità il fatto che la società non navigasse in buone acque, ma si pensava che si potesse congiurare ciò che nessuno avrebbe sperato per uno dei brand che hanno fatto la storia del rock.

I KORN, IL NU METAL E LE TUTE IN TRIACETATO: BREVE STORIA DI UN SOTTOGENERE INCAZZATO

Vi ricordate degli anni Ottanta e di quei gruppi hairy metal dalle capigliature laccate e i volti truccati come bambole? Prendete tutto e mettetelo nel cassetto dei ricordi della storia del rock con tanta, tanta naftalina. C’è stato un periodo tra gli anni Novanta e i primi Duemila dove il metal stava andando in una nuova direzione.

DA OGGI L’INGRATO È ANCORA PIÙ INGRATO

L’ingrato da oggi è ancora più caustico ed irriverente, una nuova rubrica si aggiunge alla nostra testata con i suoi giornalisti e con il suo fondatore e direttore: il mitico Hank.
Ovviamente non è una rubrichetta per mollaccioni, nelle sue pagine di cartavetro troverete davvero pane per le vostre menti ingrate.

MACCHIE DI INCHIOSTRO DIGITALE

E passa così un altro giorno in questo mondo di lupi. Di idealisti senz’anima che neanche ti guardano in faccia per strada. Le tenebre sono ormai calate anche qui nella città della Mole. Il sole sparisce per dare il buongiorno all’altra parte di questo mondo ormai ovattato dalla sterilità dell’essere. L’unica cosa vera che vedo è il verde scintillante della bottiglie con la quale sto facendo lentamente l’amore all’interno di un seducente viaggio di alterazione alcolica più vero di qualsiasi relazione sentimentale.

ROCK TO DEATH: LA MORTE SUONA SUL PALCO PARTE I

Una sera qualunque di un rovente giorno di luglio. Mark Roncoe, investigatore privato di San Elmorazo, è sverso in malo modo sul divano del suo sudicio appartamento in De Bereghe Avenue. Un quartiere popolare incastonato in una cornice dove a farla da padrone è la criminalità giovanile, lo spaccio di droga e la prostituzione. I suoni che riecheggiano in maniera più ricorrente tra le strade di Bereghe Avenue non sono i clacson delle macchine, ma i colpi di pistola esplosi dalle gang che cercano di contendersi il traffico di droga della città. E la legge dov’è in tutto questo marasma, direte voi? Ne sta bene alla larga.

A VOLTE RITORNO

Caldo. Sudore. Cose da fare. Una vita che, tra alti e bassi, va avanti. Un nuovo sorso di rum, mentre i cubetti di ghiaccio nuotano nel mio bicchiere facendo rumore. Provo a pensare ma anche la mia mente è arida come un terreno alla disperata ricerca di una pioggia rigenerante. Un rapido sguardo a quella bottiglia, custode di spicciola psicoanalisi alcolica, ormai vuota. Cerco di guardare verso l’orizzonte dei miei pensieri. Solo nuvole grigie che non ne vuole sapere di fendere l’aria per poter tornare a respirare. La notte ruggisce fuori dalla mia finestra, guardandomi dall’alto in basso. Mi deride mettendomi in difficoltà con questa calura che non da scampo.

APPUNTI DI UNO SPACCIATORE DI TEMPO

Il tempo. Maledetto tempo. Potessi averne di più. Perché questo tempo non basta mai? Più ne hai e più ne vorresti. Il tempo è prezioso. Una sorta di oro astratto che l’umanità cerca in modo spasmodico, disperatamente. «Tu sei giovane e la vita è lunga e c’è ancora tempo da sprecare oggi», cantano i Pink Floyd dalle casse del mio stereo. In fondo è vero. Quando siamo giovani non ci accorgiamo dell’importanza del tempo. Di quanto i ricordi migliori si vivono proprio durante la gioventù. Ma quando si è intenti nell’ardua missione di scoprire la vita il tempo sembra non passare mai. O meglio, scorre più lentamente.