THE POWER OF “AMMORE”

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La storia del rock è piena di brani che si distaccano dalle sonorità dure e spigolose di band dal piglio decisamente hard rock o metal, capaci anch’esse di entrare di diritto nell’Olimpo di quei brani capaci di smuovere le corde spesso avizzite del sentimento umano.

Questo perchè i rockers, oltre ad essere i sommi vati del caos sonoro, sono in grado di essere degli inguaribili romantici. Non mi riferisco a quelle lagne radio friendly suonato da quei gruppetti che infestano oggigiorno l’etere radiofonico ma di vere e proprie poesie messe in musica.

Canzoni capaci di diventare colonne sonore di sentimenti veri e puri, di amori che sbocciano o che finiscono, di cuori spezzati o dell’infatuazione di una notte della durata di un potente sciame sismico di orgasmi. In poche parole, la colonna sonora dei momenti più importanti della vita di ogni appassionato di rock che si rispetti.

Questo sottogenere prende il nome di Power Ballads e inizia a manifestarsi già negli anni Sessanta, per poi evolversi durante la decade successiva e raggiungere il suo periodo d’oro negli anni Ottanta. Erano gli anni ruggenti di Mtv, dove il concetto di videoclip era declinato nelle sue forme artistiche più iconiche, diventando parte integrante del successo di un brano musicale capace di decretare la fortuna della rockband che ne firmava il testo.

Proprio durante l’età aurea di quel rock capace di riempire gli stadi e di arrivare dritto al cuore dei suoi fans sono state composte le ballads più belle di sempre. Ad esempio i Bon Jovi sono stati gli autori di grandi power ballads come Bed Of Roses, Always, Blaze Of Glory e molte altre, facendo diventare il volto di John Bon Jovi la massima espressione del rocker duro capace di esprimere i propri sentimenti come un novello poeta rock.

Ma anche altre band sono state in grado di costruire la propria fortuna sulle romantiche sonorità delle ballads, come ad esempio i Queensryche, che con la loro Silent Lucidity affrontano il tema del sogno e dell’onirico in modo unico. Nell’elenco vanno annoverati anche gli Extreme, autori della stupenda More Than Words. Il brano divenne un grande successo del 1991, arrivando addirittura ad essere inserita nelle migliori 100 canzoni d’amore nella classifica stilata dal canale musicale satellitare statunitense VH1.

Anche i Guns’N’ Roses hanno realizzato diverse Power Ballads memorabili, come November Rain, Don’t Cry, Patience e tante altre. I Tesla nel 1990 divennero uno dei gruppi hard & heavy ad avere una massiccia rotazione su Mtv con il video di Love Song, diventando un evergreen delle power ballads.

Una menzione d’onore spetta agli Scorpion, che con la loro Wind Of Change furono in grado di fotografare tra le imperiture pagine della storia musicale il periodo di cambiamenti politici che stavano avvenendo nell’Europa dell’Est arrivando anche ad essere adottata come brano simbolo della riunificazione della Germania, Paese natale della band.

Esso è un brano iconico, unico, capace di trasmettere grandi emozioni anche a trent’anni di distanza dalla sua composizione. La voce del cantante Klaus Meine riesce a trasmettere appieno quel periodo di profondi cambiamenti sociali e politici che avvennero in seguito alla caduta del Muro di Berlino.

Poche storie: giratevi e abbracciate chi avete accanto. Non importa se sia il vostro gatto, il pupazzo con il quale siete soliti dormire o il vostro migliore amico dalla folta barba. E’ arrivato il momento di alzare gli accendini al cielo e di muoverli a tempo di musica e di alzare il volume ad un livello osceno. Love is in the air. Almeno per tutta la durata di una di queste fantastiche power ballads.

 

Hank Cignatta