PREMIERATO O SEGRETARIATO?

Elezioni, Personaggi

In questi giorni l’acredine tra i sostenitori di Matteo Salvini e di Gianni Fava si fa’ intensa, logorante ed addirittura divertente.
In queste primarie al fulmicotone abbiamo visto l’attuale segretario della Lega Nord, Salvini, indire le primarie per la candidatura e l’elezione del prossimo segretario, in quanto la sua carica è ormai scaduta (da oltre cinque mesi) come da regolamento interno del movimento.
Gianni Fava, attuale Assessore alle politiche agricole della regione Lombardia ha raccolto il guanto della sfida e malgrado i negativi pronostici di partenza è riuscito ad ottenere gli oltre 1000 voti necessari alla sua candidatura.
Incredibilmente, la dirigenza salviniana, nonappena ha compreso che lo sfidante aveva raggiunto il quorum ha iniziato a condurre una campagna denigratoria e svilente, indegna persino delle più mediocri menti perverse del PD.
Accusando addirittura il suo avversario di essere Berlusconiano (quando invece nei fatti pare proprio che sia Salvini il berlusconiano, con il 98% dei comuni sotto elezione ad avere un alleanza di fatto con Forza Italia).
Se la carica di Segretario presuppone una forza interiore ed un nobile animo, è gravissimo il comportamento delle compagini salviniane, che coi fatti hanno dimostrato di essere quasi un movimento a parte, danneggiando e mettendo in discussione la credibilità del segretario stesso.
Se si deve condurre una campagna politica, intrapartitica, non è forse meglio ragionare serenamente sulle capacità effettive, invece di rivolgersi alle solite banali promesse da baraccone che portano solo il movimento ad impoverirsi e svilirsi?

Christian Longatti
Andrea Gunetti

2 comments

  • Non mi piace questo clima non fa bene al movimento la lega deve essere una famiglia unita basta gelosie e ripicche vien voglia di non andare a votare

  • La Lega, nata dalla federazione dai movimenti autonomisti, non esiste più! esiste solo un partito, come tutti gli altri, con scalate interne e giochi di potere, che cavalca l’onda del momento, senza avere una visione politica a lungo termine. Se dovessero venire meno i flussi migratori Salvini perderebbe almeno la metà dei consensi.

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