GRAZIE BALENA BLU

Personaggi, Storia

Philipp Budeikin quale genio!.
Vediamo chi è costui e perché noi ingrati lo eleviamo al rango di principe del buon senso e della selezione naturale.

Inventore del gioco Blue Whale, che è un simpatico passatempo nato in Russia e che ha già portato alla morte 157 adolescenti. Il “gioco” dell’orrore consiste nel seguire alcune regole per 50 giorni e l’ultimo giorno bisogna suicidarsi da un palazzo molto alto.
Un gioco come un’altro, al pari di Risiko, Monopoli o per gli amanti dell’ambiente videoludico come Farcry o Resident Evil.

Peccato che in questo gioco vince chi muore, ed il premio a quanto pare non lo riscuoterà mai.

Le regole sono anche semplici, basta seguire le istruzioni dell’operatore, nella fattispecie proprio di Philipp, che si prodiga per guidare verso lidi più appropriati una pletora di idioti che hanno deciso di buttar via la propria vita con questo gioco assurdo.
Come tutti ben sappiamo la madre dei deficenti è sempre incinta e questo succede anche e sopratutto all’estero, dove questo gioco appare essere uno dei più gettonati del momento, a tal punto da aver creato un’onda mediatica che lo analizza e valuta con orrore, a noi tuttavia appare come un innocuo e piacevole  giochino.

Se vogliamo  essere onesti, va considerato che da sempre l’umanità ha tra i suoi tristerrimi rappresentanti una quantità eccessiva di idioti, di ogni età razza e credo, diminuire il numero non può che giovare a tutti coloro che odioti non sono.
Ergo, il nostro amico Philipp stato compiendo una crociata per il bene dell’umanità, sfrondando un albero soffocato da ormai troppi rami secchi.
Del perché in così tanti si siano appassionati a questo gioco di morte non ci riguarda, di motivazioni ne trovano già a bizzeffe gli psicologi, ed i sociologi in cerca del loro minuto di notorietà, e sotto sotto, sono ben contenti di poter blaterare idiozie in tv e banchettare sulle carni di queste vittime.

Annientati dalla società moderna costoro immolano le loro inutili vite all’altare dell’assurdo, e l’assurdo ringrazia, mai sazio di sangue innocente.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

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