L’AUTOCOMPIACIMENTO ESTETICO DELL’ORRORE

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In Italia secondo le ultime statistiche possiamo vantare innumerevoli primati, vini eccellenti, bellezze architettoniche e paesaggi incantevoli, abbiamo dato i natali a grandi scrittori, poeti e navigatori, patria di cibi ricercati ed allo stesso tempo semplici e genuini.
Ma il primato di cui parleremo oggi è tutt’altro che edificante, a quanto pare siamo la nazione che annovera il maggior numero di analfabeti funzionali al mondo, una terrificante percentuale che pare si attesti addirittura al 70%.
Detta così non sembra una cosa grave, è ovvio la definizione non fa paura a nessuno, quindi approfondiamo un minimo il significato di tale termine.
Analfabeta funzionale è colui che è incapace di ricostruire ciò che ha appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. È di fatto un incapace!
La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, coglie soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva.
Ha perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre – non se ne rende nemmeno conto.
Possiamo di conseguenza affermare che la maggior parte degli italiani agisce in risposta ad una capacità di analisi elementare, assolutamente inadeguata a metterlo al riparo degli innumerevoli individui che colgono nella sua ignoranza la possibilità di ottenere un personale tornaconto.
La politica delle fake news e dei proclami inconsistenti, il populismo dilagante e l’impauperimento della qualità espressiva e contenutistica dei talk show politici sono manifestazione di questa triste condizione in cui versa questa fetta sempre più consistente di cittadini.
I fomentatori di odio, stanno seminando vento, il tessuto culturale lo trasformerà presto in tempesta.
Giovani sbandati percorrono le vie delle nostre città armati ed incattiviti verso tutto e tutti, cognitivamente ed emozionalmente imbastarditi non si rendono neppure conto delle loro azioni e cercano solo un pretesto per distruggere ogni cosa.
I media, alla ricerca di facili letture condividono la notizia, colori vivacissimi, suoni Dolby surround, risoluzioni 4K, amplificano a dismisura l’impatto devastante che immagini di violenza e terrore generano sugli spettatori.
E siamo quasi al cane mangia cane, basta un nonnulla e per le strade avremo una guerra, non più per inseguire ideali o raggiungere la libertà, non più una guerra civile ma una guerra incivile, il cui unico scopo è la violenza affine a se stessa, unico argomento ormai comprensibile dai mediocri prodotti della società “civile”.
Curare questa società è possibile? E se si, come?
Con la bellezza e con l’arte a cui il nostro paese ha tanto contribuito è una possibilità.
Con la responsabilità di chi controlla le informazioni, affinché i potentissimi strumenti di cui disponiamo siano utilizzati per evolvere e non per involvere.
Restituendo ai cittadini quel senso di sicurezza nei confronti delle istituzioni e dello stato ormai compromesso se non completamente dissolto.
Servirà però che ognuno nel suo intimo desideri migliorare, desideri crescere, agogni a più alti ideali e a più elevati pensieri.
Mentre i nostri sensi si crogiolano nel sangue e nell’orrore che i media ci propinano, lentamente moriamo, pezzi di noi seccano e cadono, più simili a sterpi secche che a  individui.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

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