QUANDO L’INGRATITUDINE SI TRASFORMA IN BESTEMMIA 

Esistono tanti tipi di ingratitudine, questo la redazione de L’Ingrato lo sa bene.
Esiste l’ingratitudine verso tutto ciò che è falso, borghese, superficiale, la nostra.
Esiste poi l’ingratitudine verso un dono, verso tutto ciò che comporta uno sforzo intellettuale evidentemente troppo umile per rimanere in silenzio quando l’argomento trattato non rientra nelle competenze di una certa categoria di persone. 

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LIBERIAMOCI DALLE CATENE

“Se la conoscenza può creare dei problemi, non è tramite l’ignoranza che possiamo risolverli.”
Questo sosteneva Isaac Asimov, Professore di biochimica e premiato scrittore.
Un’ ovvietà che abbiamo dimenticato, e nel dimenticarcene rischiamo di perderci nelle nebbie della storia.

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I PERICOLI DELLA DEMOCRAZIA

Il titolo quantomai forte, però analizzando diversi fattori, non possiamo che essere dell’idea che la democrazia può rappresentare un pericolo molto concreto per la stabilità ed il progresso delle aree nazionali e sovranazionali.

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ALLA VIA COSI’

L’analfabetismo funzionale degli elettori populisti a quanto pare causa, oltre che l’ovvia incomprensione del mondo in cui si vive, anche dei prepotenti vuoti di memoria che possono cancellare ogni dato incamerato nel loro cervellino rendendoli incapaci di ricordarsi fatti banali e scontati.
Fatti badate bene che risultano ovvi a tutti tranne che a loro e che come capita ai malati dai Alzheimer li spingono a dimostrare con violenza e rabbia la loro triste situazione.

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IL GIORNALISMO PER LA POLITICA O LA POLITICA PER IL GIORNALISMO

Dubbi e annose questioni ci assalgono cercando di trovare una risposta a questa annosa domanda.
E’ la politica a trovare le informazioni che i giornalisti diffondono o sono i giornalisti a suggerire ai leader gli argomenti più caldi da diffondere populisticamente al popolo per ottenere voti e favori?

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L’AUTOCOMPIACIMENTO ESTETICO DELL’ORRORE

Analfabeta funzionale è colui che è incapace di ricostruire ciò che ha appena ascoltato, o letto, o guardato in tv e sul computer. È di fatto un incapace!
La (relativa) complessità della realtà gli sfugge, coglie soltanto barlumi, segni netti ma semplici, lampi di parole e di significati privi tuttavia di organizzazione logica, razionale, riflessiva.
Ha perduto la funzione del comprendere, e spesso – quasi sempre – non se ne rende nemmeno conto.

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