SARDINE CONTRO SALVINI, UNA NUOVA SPERANZA

Le sardine sono nate da pochi giorni, capisco che ne abbiate una paura fottuta (un po’ come aver paura del buio, nell’ombra non si vede nulla e se ne si ha timore) ma non si può pretendere di sapere già tutto di loro o peggio di insinuare ipotesi senza costrutto alcuno.
Si pensi al fatto che quando Salvini entrò in politica era comunista (Leocavallino) poi secessionista padano, poi federalista ed infine nazionalista, insomma un cursus dishonorum di tutto rispetto.

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QUANDO LE SARDINE SI PAPPANO LO SQUALO

Squalo, no questa volta ho esagerato, semmai un fugu (pesce palla in giapponese).
Infatti salvini dopo essersi ingurgitato quasi tutto il prodotto nazionale di carni e prodotti colesterolemici ha assunto quell’aspetto tipico del lottatore di sumo o del deluso che si sfonda di cibo a causa della sua iniquità e della sua incapacità.

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IL PROBLEMA DELLA POLITICA CHE NON RISOLVE I PROBLEMI

he l’iniquità dell’elettorato fosse giunta a bassissimi livelli lo sapevamo e già ci rendevamo conto che in Umbria, anche e sopratutto in virtù della vacuità delle forze politiche in antitesi alla destra a trazione salviniana, avrebbero stravinto i nazionalisti.
Niente di grave comunque, è sempre il solito disegno perverso che si ripete anno dopo anno senza mai dare veramente alle persone quello che è stato promesso.
Stiamo assistendo non alla vittoria di una nuova politica del fare ma all’ennesima politica del raffazzonarsi, dell’accaparrarsi, del favorire l’amico e dell’infischiarsene grandemente dell’elettore medio.

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L’UOMO CHE USCIVA I NUMERI (A CASO)

Una serie di incredibili valutazioni assolutamente al di fuori dalla realtà a cui purtroppo siamo abituati.
Se salvini fosse una persona comune, una di quelle che incontriamo al bar dove ogni tanto prendiamo il caffè sotto casa, sarebbe sicuramente uno di quelli che tutti prendono per il culo, uno di quelli che ha sempre la storiella pronta e che le spara talmente grosse che la gente gli offre da bere per ridere alle sue spalle, lo scemo del quartiere, lo zotico ignorante che si invita per pietà.

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SALVINI: PATRIDIOTA O TRADITORE?

Ci ha raccontato per mesi un sacco di palle e adesso ci ha condannati a una “valle di lacrime”, eppure c’è ancora gente del ceto medio che gli corre dietro.
Mesi di promesse su abbassamento delle tasse, cancellazioni delle accise, riduzione dei reati e poi, per i suoi biechi interessi, ci ha scaricato nel cesso come fazzoletti usati.

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VOTO AI SEDICENNI, MA SIAMO PAZZI?

In quest’anno speravamo di aver sentito abbastanza cazzate da potercele evitare almeno per un lustro ma invece a quanto pare c’è chi colto da improvvise necessità di protagonismo imita gli sproloqui del governo pentaleghista per involgarire ulteriormente il panorama delle proposte politiche della nostra vituperata nazione.

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PIU’ CHE OPPOSIZIONE, COMODA POSIZIONE

Tanto rumore per nulla e quadretti di infima volgarità umana sono il corollario di uno scisma politico che ha dell’inquietante.
A distanza di oltre un mese dal profondo rimpasto di governo si incominciano a delineare le posizioni dei vari saltimbanchi del circo politico nostrano.

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BOCCONE AMARO PER SALVINI

Chissà cosa avrà pensato quel mattacchione di Salvini nel salire sul palco di Torino.
Con una città allo sbando, amministrata dai pentastellati, Il capoluogo torinese pareva essere un boccone prelibato, ma il boccone invece è diventato amarissimo una volta che il leader ha visto che solo un migliaio di persone lo stavano attendendo in quel di Torino (centri sociali compresi).

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