L’ORDINE DEI GIORNALISTI NON ACCETTA GLI INSULTI DEI GRILLINI

L’ordine dei giornalisti scende in piazza.
In tutta Italia professionisti, pubblicisti e cittadini si sono riversati oggi in innumerevoli piazze per difendersi dalle becere accuse di questo governo iniquo e pressappochista.
A fronte degli insulti volgari e populisti da parte del M5S non ci può essere che una decisa e diretta presa di posizione a favore del diritto all’informazione ed alla libertà, valori che evidentemente infastidiscono enormemente le compagini al potere.
Di seguito tre interviste sul campo, realizzate da Enrico Cignatta, che hanno lo scopo di definire il punto di vista dell’ordine in Piemonte.
Il nostro punto di vista è ovviamente a favore della libertà, oggi stuprata dallo stesso governo che dovrebbe difenderla.

TRANSMETROPOLITAN: UN FUTURO SEMPRE PIU’ PRESENTE

Immaginate di vivere all’interno di una società dove il crollo di alcuni tabù culturali ha portato il genere umano ad esprimere al massimo livello nuove vette di ignoranza e bestialità. Immaginate di vivere all’interno di una società governata da un politico che dispensa plastici sorrisi a trentadue denti, il cui unico scopo è il potere e trovare il modo di averne sempre di più.

QUINTO POTERE, COME GHIACCIO NELLE VENE

Da sempre la società ci abbaglia con immagini, video e suoni che permeano la nostra esistenza. I poteri forti muovono dei fili spesse volte insivibili, a cui sono collegati la maggior parte delle cose che influenzano le nostre scelte. Nel corso degli anni le cose non sono mai cambiate. O almeno non in meglio.

IL GIORNALISMO PER LA POLITICA O LA POLITICA PER IL GIORNALISMO

Dubbi e annose questioni ci assalgono cercando di trovare una risposta a questa annosa domanda.
E’ la politica a trovare le informazioni che i giornalisti diffondono o sono i giornalisti a suggerire ai leader gli argomenti più caldi da diffondere populisticamente al popolo per ottenere voti e favori?

IL ROCK STA REALMENTE DIVENTANDO UN FENOMENO DA MUSEO?

«Il Rock è morto. Genere musicale amato da generazioni di capelloni e liberi pensatori, colonna sonora di infuocati rapporti sessuali celebrativi. Ispiratore di una vera e propria rivoluzione culturale e capostipite di diversi generi musicali sorti dopo di lui, i suoi inconfondibili riff riecheggiavano per sempre nell’eternità. Non fiori ma opere di bene”. Potrebbe essere questo il necrologio del Rock, genere musicale oramai consegnato ai margini della storia. Perché sono così drastico? Semplice. Basti analizzare una serie di fattori che, nell’immediato futuro dell’industria musicale, hanno fatto si che il Rock (e la musica in generale) diventassero una nota marginale all’interno della storia dell’Uomo.