L’IGNORANZA CI SALVERA’

cultura, opinioni

Siamo alle soglie di un tempo di assoluta e fantastica iniquità, menti vuote al servizio del niente, egocentrismo focalizzato sull’avere e non sull’essere, ostentazione del banale e ostracizzazione del libero arbitrio.
Concetti obsoleti si ripercuotono sulle nuove generazioni, ideali obsoleti, vuoti d’ogni reale concetto, empi, rei d’aver generato pletore di mostri si alimentano dell’odio e del sangue delle nuove leve e forniscono loro la scusa per continuare una lotta vana e dimenticata.
Questo è il giorno della Liberazione, un giorno di cui preferiamo elencare i mali piuttosto che gli iniqui vantaggi che inevitabilmente si perdono nella notte dei tempi.
Vediamo una nuova generazione di ignoranti che credono che il fatidico 25 aprile sia il giorno in cui l’impero austro ungarico abbandonò le sacre terre d’Italia e non si curano d’altro se non del vantaggio d’una giornata senza lavoro o senza scuola.
Destre contro sinistre, ideali morti per gente morta e per menti sterili e rinsecchite come i fumi delle bottiglie molotov che vorrebbero lanciarsi addosso in nome di cadaveri sepolti da decenni e che già allora furono usati da più forti poteri al fine di ottenere vantaggi economici e potere.
Sono questi i valori che vogliamo consegnare alle prossime generazioni? Morte ed odio saranno quindi sempre le nostre bandiere?
Noi Ingrati ci rifiutiamo di abbandonarci alla banalità di un mondo in cui l’unica cosa che conta è schierarsi dalla parte di una fazione perdente.
Esistono esempi di fulgida positività, progresso, giustizia.
Questi sono i 25 aprile che vogliamo ricordare.
Oggi iniziarono nel 1859 i lavori per la costruzione del canale di Suez, unì il mondo come mai prima e consentì alle genti di fondersi e conoscersi.
1945 quando gli eserciti americano e sovietico si ricongiunsero sul fiume Elba in Germania, passaggio fondamentale della seconda guerra mondiale.
Nel 1954 fu presentata la prima cella solare, inizia una nuova rivoluzione industriale.
Nel 1983 il Pioneer X supera l’orbita di Plutone.
Questi sono solo alcuni esempi di fatti che segnarono il futuro dell’umanità e che permangono ad eterna memoria di una speranza verso un futuro di sviluppo e di pace per i quali noi sempre lotteremo.
Possano questi esempi essere da guida per le nuove generazioni, che ispirino nuovi scienziati, poeti, drammaturghi, letterati.
E che i fomentatori d’odio possano essere per sempre dimenticati, parte d’un mondo che ormai nessuno desidera più e che permane nelle menti di chi nella sua mente e nel suo cuore conserva solo morte e distruzione.

Christian Longatti

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In tempi in cui la conoscenza è a portata di click è cosa assai rara trovare interesse nei confronti della cultura. Già, perchè il sapere si è spostato su temi che nulla hanno a che fare con la formazione di individui che un giorno dovrebbero avere il loro giusto posto all’interno della società. La cultura, parola dal suono quasi desueto e dal contenuto ormai privo di reale significato, pare diventata quindi materia per pochi. Pochi ormai quasi estinti, quasi una setta figlia di tempi ahimè lontani. Questa bancarotta morale è da ricercarsi anche nei valori che la società moderna ci impone. Cambiano i modelli, così come i contenuti riguardanti ciò che viene ritenuto di importanza rilevante oggigiorno. Va da sè che i giovani siano più inclini a conoscere i nomi dei vincitori di questo o quell’altro reality show piuttosto il significato che si cela dietro alla celebrazione di una festività nazionale. Tutto questo mentre i media tradizionali annaspano, cercando di trovare un senso all’interno di un mondo che va troppo di fretta e che rischia di lasciarli al margine di un mondo in cui la vanità a tutti i costi è l’unica cosa che conta. Come un vulcano che si avvia all’inattività, eruttano contenuti che tendono all’atrofizzazione della presa di coscienza, facendo credere ai più che ciò che vedono e sentono sia reale a priori. Molto meglio conformarsi alla massa piuttosto che “perdere” tempo nel ricercare qualcosa che può spingere il singolo ad una più ampia comprensione del mondo che ci circonda. Prepariamoci quindi ad essere circondati da un armata di persone senza un briciolo di curiosità intellettuale, individui dai volti spenti e dallo sguardo vacuo che mostreranno un’isterica risata di circostanza di fronte a ciò che non conoscono. Le invasioni barbariche nei confronti del libero diritto di informarsi e di conoscere sono in atto ormai da troppo tempo. L’esercito dei “bruciati” è ormai alle porte: sarà quindi l’ignoranza la chiave di volta atta a salvarci in questi tempi dove ignorare pare sia la parola d’ordine?

Hank Cignatta