AUTOGESTIONE ITALIA

cultura, Elezioni, opinioni

La sete di potere si sa è da sempre uno dei mali che affligge l’umanità.
Da millenni questa nostra specie malata vive e si danna per ottenere quella effimera autorità che pone alcuni al di sopra di altri, vessandoli e schiacciandoli.
Monarchia, dittatura, oligarchia, autarchia, democrazia, termini diversi che tuttavia racchiudono lo stesso implicito significato: controllo e schiavitù.
Le elezioni appena terminate, strutturate per impedire ai partiti populisti di prendere il potere hanno però dimostrato che il paese, profondamente disilluso ed ignorante, sta per autofagocitarsi.
Una nuova e deleteria classe sociale è nata, composta perlopiù da ignoranti, populisti, disoccupati, giovani spaesati ed incompetenti, che termine usare per definire questa marmaglia?
Anoùsi gli si addice, essi infatti sono del tutto privi dei concetti che il termine greco noùs va a raccogliere: 1) mente, intelligenza, ragione, senno perspicacia; avere nella mente, nell’animo, nella memoria; 2) in senso filosofico, mente, forza del pensiero, mente creatrice, mente comprensiva e unitaria, autore dell’universo; 3) pensiero, intenzione, progetto, scopo, intendimento, pensare o giudicare; 4) per estensione, animo, cuore, mente, volontà, proposito, desiderio.
Qualche sociologo li chiama analfabeti funzionali, ma è un buonismo che non intendiamo utilizzare.
Tutti gli elettori che hanno creduto nelle panzane di Di Maio e salvini rientrano pienamente nella classe degli “Anoùsi”, e le campagne dei rispettivi movimenti politici erano esclusivamente rivolte a questo specifico target, con la diffusione di fake news e la veicolazione di notizie scellerate hanno alimentato odio e paura nei poveri Anoùsi che privi d’ogni mezzo d’intendimento e discernimento hanno votato per i leader politici delle due malnate fazioni.
Malgrado ciò le elezioni di Marzo non hanno visto alcun vincitore, nessun partito politico ha la maggioranza e da oltre un mese si sta cercando di creare una alleanza strategica per dare al paese uno straccio di governo.
Nessuno però è veramente interessato a governare a causa delle impopolari scelte che si prospettano all’orizzonte e che, porterebbero inevitabilmente il vincitore a dover perseguire una linea politica inversa a tutte le promesse elettorali che si erano profusamente distribuite durante la penosa campagna elettorale, tradendo di fatto l’elettorato tutto.
L’italia comunque va’ avanti, e lo fa con il suo solito aplomb.
Le borse, anche a causa dei venti di guerra che si stanno definendo nel panorama internazionale, volano.
I cittadini continuano a lavorare, c’è addirittura un incremento delle assunzioni.
Gli uffici pubblici funzionano e le città continuano a vivere.
La vita va avanti malgrado tutto e tutti i fantocci politici che vogliono uno scranno tutto per loro.
Lo avevamo già visto qui a Torino, dove malgrado il goveno M5S targato Appendino siamo riusciti, tutto sommato, a minimizzare i danni.
Il problema è quando la sindaca fa’ qualcosa, se tace e sparisce nei suoi antri bui va’ tutto bene.
Anche le chiacchiere da bar ormai stanno assumendo un tono quasi onirico, come se questa mancanza di governo fosse così dolce e vantaggiosa da potersi quasi permettere di tornare a sorridere, anche solo per un momento, nella speranza che per l’eternità nessuno si riesca a mettere d’accordo definendo una autogestione duratura del nostro sistema di governo.

Christian Longatti
Andrea Gunetti

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