GRETA VAN FLEET: RIVELAZIONE O MOSSA COMMERCIALE?

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State a vedere che forse questa volta ci siamo. C’era finalmente bisogno di qualcosa di nuovo, in grado di dare un barlume di speranza al rock. Il genere continua a tenere duro grazie agli inossidabili “vecchietti” che sono stati in grado di scrivere pagine importanti grazie alla loro carriera e che proprio non riescono a vedersi a guardare con curiosità cantieri in costruzione, con in tasca fazzoletti morbidi e caramelle balsamiche.

Non è un periodo certamente facile per questa categoria musicale: tra gruppi arrivati al tour di addio ( Black Sabbath e Deep Purple per citare i nomi più famosi) o la scomparsa di vere e proprie icone della musica mondiale, si sente la necessità di un nuovo impulso proveniente dalle nuove generazioni in grado di raccogliere il (non facile) testimone lasciato da chi li ha preceduti.

Tra motivetti estivi della durata di un bagno e personaggi che improvvisamente si riscoprono consumati artisti qualcosa pare che si stia muovendo nella giusta direzione. Il nome nuovo che sta destando l’attenzione di appassionati e addetti ai lavori è quello dei Greta Van Fleet.

Fondata nel 2012, la band ha una formazione davvero giovane composta dai fratelli Kizska (John, voce; Jake, chitarra e Sam, basso) e da batterista Danny Wagner, tutti intorno ai vent’anni di età. Impossibile non accostare ad un primo ascolto le sonorità dei Greta Van Fleet a quelle dei Led Zeppelin, che hanno enormemente influenzato lo stile della giovane band americana.

Lo stile vocale del cantante John Kizska è stato paragonato a quello di Robert Plant, suscitando anche l’interesse e la stima del diretto interessato dichiarata nel corso di alcune interviste. La somiglianza vocale tra i due è davvero impressionante, riuscendo anche a confondere i fan più preparati dei Led Zeppelin e facendo risultare assai difficile la distinzione tra i due.

Ma nonostante questo interessante biglietto da visita e i continui accostamenti alla famosa hard rock band inglese, i Greta Van Fleet hanno una loro identità che si distacca di molto da quella di gruppi che negli ultimi tempi hanno ridefinito il concetto di rock. Ci sono quindi tutti gli elementi per far si che si possa ben sperare per questo progetto.

Ma i Greta Van Fleet saranno solo l’ennesima mossa commerciale di imprenditori musicali in cerca di guadagni facili oppure il nome nuovo in grado di dare nuovo impulso ad un genere in cerca di nuove divinità dorate in grado di far continuare a bruciare l’eterna fiamma del rock? Mentre restiamo in attesa di avere risposte più concerete, non possiamo fare altro che alzare il volume ad un livello osceno e goderci quello che questi giovani rockers sono in grado di regalarci.

 

Hank Cignatta