NON SPARATE A SALVE, SPARATE A SALVINI

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Questa frase è stata scritta su un muro a Parma da qualcuno che non apprezza le politiche salviniane.

La critica è assolutamente lecita, tuttavia augurare la morte a qualcuno rappresenta una escalation importante, grave e rappresentativa del periodo storico nel quale viviamo.

Il clima d’odio che si respira quotidianamente è estremo, sui social network masse di odiatori seriali dedicano le loro inutili vite a spargerne abbondantemente su chiunque abbia idee liberali e democratiche o comunque avverse al salvinismo dilagante.

Chiunque abbia l’ardire di essere critico nei confronti del “salvinipensiero” viene criticato, insultato, sbeffeggiato, minacciato.
I toni volgarissimi di moltissimi salviniani causano infinite diatribe che si concludono con insulti e minacce di morte ed epurazione.
Neppure i giornalisti vengono risparmiati, in un costante attacco che ricorda i tristi tempi delle purghe staliniane.
Incapaci di dialogare, i più si limitano a volgarità estreme e preoccupanti, ed infine giungono ad augurare di buon grado la morte a tutti quelli che reputano ormai come traditori della patria, colpevoli di tutti mali del mondo, inadatti a questo nuova era salviniana.

Il fatto che qualcuno abbia deciso di ribadire il suo diniego a questa subcultura d’idiozia è normale, noi credevamo che certi segnali sarebbero emersi molto prima, evidentemente la tendenza pacifista dei liberal-democratici ha scongiurato fino ad ora l’escalation che sta per verificarsi.

Ma quando la misura è piena è inevitabile che si passi dalle parole ai fatti.
Se il felpetta ama questo clima d’odio che egli stesso fomenta ed alimenta non può lamentarsi se poi qualcuno lo minaccia, il popolo italiano è stufo marcio di osservare questo progressivo imbarbarimento causato dalle fake news diffuse ad arte dai suoi comunicatori.

Per quanto sia terribile una minaccia così diretta ad un ministro non possiamo che constatare che tutto ciò era inevitabile, sembra quasi che se la sia andata a cercare, il comportamento dei suoi servi ha predisposto gli animi ad uno scontro più diretto ed aperto ed a farne le spese potrebbero essere le forze dell’ordine, che come la storia ci insegna fanno le spese dell’irresponsabilità dei governanti.

L’ingrato critica ogni forma di violenza e non si allinea nel difendere l’autore della scritta incriminata, ma critica ancor di più l’immoralità e l’ignoranza dei salviniani, veri responsabili d’aver buttato per troppo tempo benzina sul fuoco.

Una cosa però va’ detta, l’autore della frase:”NON SPARATE A SALVE, SPARATE A SALVINI” ha quantomeno dimostrato un’ironia che non può che essere ammirata.

Christian Longatti
Andrea Gunetti