31 OTTOBRE: IL GIORNO DE LI MORTACCI VOSTRI

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Prendete le zucche, gli scheletri, i vampiri e gli zombie che in questi giorni stanno invadendo negozi, palinsesti televisivi  e gettateli nel cesso. L’Halloween che ci hanno voluto appiccicare addosso come una virulenta ricorrenza non ci appartiene. O meglio, non  questa visione meramente venale.

Qualche mio coetaneo si ricorderà di come, in questo periodo, ci si affannasse per andare dai genitori e chiedere che razza di ricorrenza fosse Ognissanti, tanto importante da farci stare a casa da scuola. Soltanto qualche anno fa la festa che spopola negli Stati Uniti è approdata da noi ed ha attecchito riuscendo a fare breccia nel cuore dei più piccoli i quali, mascherati da mostri, vagano presentandosi di porta in porta recitando l’ormai collaudata frase dolcetto o scherzetto?

Con l’intensificarsi del successo di questa ricorrenza ormai meramente commerciale aumenta la totale ignoranza del significato stesso che essa ricopre: simboli quali la zucca ( chiamato Jack O’ Lantern nei paesi anglossassoni) sono solo un addobbo da tirare fuori una volta all’anno, esattamente come l’alberello a Natale.

In Messico in questo periodo si celebra Los Dias De Los Muertos, una particolare festa dei defunti. Tale particolarità  risiede nel significato che essa rappresenta. A differenza del mondo dei morti dell’antica Grecia o della visione della chiesa cattolica dove ha valenza di premio o punizione, in quello della cultura messicana il destino delle anime dei defunti erano determinati dal tipo di trapasso e non dalla condotta tenuta in vita.

Vi è il Tlacocan o paradiso di Tlàloc, dio della pioggia, riservati a chi moriva in contesti legati all’acqua; l’Omeyocan, paradiso del sole, è presieduto dal dio della guerra Huitzilopochtli ed è riservato ai caduti in combattimento; il Mitclàn invece destinato alle morte naturali, più cupo rispetto agli altri. In questa direzione le anime devono transitare il posti diversi per un lasso di tempo di quattro anni al termine dei quali giungono presso il Chicunamictlàn, luogo dove possono finalmente riposare.

Le modalità con la quale viene celebrata questa ricorrenza comprendono anche sfilate con abiti dai colori sgargianti che, nel corso dei secoli, rappresentano parte della cultura messicana come ad esempio gli scheletri mariachi, diventati uno dei simboli stessi del Dia De Los Muertos tanto quando i Calaveras. Quest’ultimi sono dei dolci di zucchero di canna a forma di teschio guarniti con colori vegetali che vengono offerti durante la celebrazione e vedono la sua massima espressione nella figura di Catrina, la morte impersonificata da un volto femminile.

Se volete festeggiare Halloween festeggiatelo pure, non si pretende che ne conosciate i più reconditi segreti, le sue più cupe tradizioni o le sue ancestrali usanze. Continuate pure a bere ed ubriacarvi vestite da streghe zozzone e da mostri lascivi: tanto prima o poi arriverà anche per voi Los Dias De Los Muertos e noi Ingrati ci saremo tolti un fastidio.

Hank Cignatta