UN MILIARDO PER LA SANITA’, MA IL GOVERNO GIALLO/VERDE TAGLIA LE RISORSE

in evidenza, Max Rigano NEWS, Notizie

Un miliardo per la sanità, 418 milioni di Euro per l’assistenza socio sanitaria, cioè in particolare per i minori, per i disabili e gli anziani, in una regione in cui il tema della denatalità finisce con l’avere il suo peso sui costi sociali.

Emanuele Monti è il presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia.
Dirigente di una multinazionale, leghista, appartenente alla seconda rinnovata generazione politica, Monti costituisce l’avamposto della contemporaneità leghista.
Uomo concreto, adesivo ai numeri e alla loro praticità, abituato alla cultura del fare, ha in essere proprio l’esercizio della pratica e la pratica dell’esercizio.
Non si scompone nelle provocazioni che in aula gli fa il Pd quando segnala la mancata precisazione di quanto sia l’ammontare della provvista per i disabili per l’anno venturo.
Né si scompone quando dice che il Governo ha fatto dei tagli alla Sanità. Il suo Governo “anche se per gli errori di chi ha gestito prima”.

Pronto a replicare e a mettere subito sul tavolo i numeri prima delle affermazioni di principio, la nuova generazione della Lega conferma un solido ancoraggio alla contemporaneità, con un’ampia flessibilità sul presente.
Mentre lo intervisto in commissione fioccano le accuse sulla gestione in sanità da parte del centrodestra lombardo (in Lombardia i Cinque Stelle sono all’opposizione) ma il presidente non si scompone: “Guardi, qui quello che contano sono anzitutto le risorse.
E noi le integriamo con un miliardo di Euro” dice sventolando un foglio fresco di stampa in cui si certifica che “non solo offriamo prestazioni di qualità ai cittadini lombardi, ma anche a quanti da altre regioni vengono qui da noi a curarsi”.

Venire dalle valli, com’era la Lega di fine anni ’80, e venire da città metropolitane che si confrontano con la globalizzazione, ha comportato un grande cambiamento nella gestione delle risorse pubbliche che alla Lega, come il vecchio Pci, viene riconosciuta; quale forza politica in grado di esercitare con competenza e apprezzamento l’esercizio dell’amministrazione collettiva.

In Commissione ad incalzare la maggioranza è Carlo Borghetti del Pd il quale oppugna l’incompletezza dei dati, soprattutto sulla questione disabili, com’è visibile anche nella domanda che pongo a Monti nell’intervista.
Resta tuttavia l’evidenza empirica di una Regione, quella lombarda, in cui proprio l’evidenza delle rimostranze dell’opposizione mostrano una complessiva efficienza del sistema, se le osservazioni sono semplici striature, nell’abito sanitario lombardo indossato dalla Regione; non le macroscopiche ferite visibili per esempio nel settore del trasporto su ferro e le note vicende di Trenord.

Promessa

A Monti strappo una promessa.
Entro fine anno tutte le spese, voce per voce, le guarderemo insieme a telecamera accesa.
Chi gestisce i numeri sa che i risultati passano da una pianificazione strategica delle uscite.
La Lega scesa dalle valli ha maturato una cultura di governo.
E la capacità di dare percezione di questa coscienza di sé.

Sorriso e sipario.

Monti torna in battaglia in commissione.
In aula, tra poche settimane vedremo il resto. Numeri e numeri. Quelli economici e quelli politici.