COLTIVARE LA NOSTALGIA PER DIVENIRE ARTISTI DEL DESTINO

Tra Gramsci, Fellini e Calvino, coltivare la Nostalgia per diventare gli Artisti del nostro e altrui destino.
“L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva: la storia insegna, ma non ha scolari.”.
Questo scriveva Gramsci l’undici marzo 1921, su L’Ordine Nuovo da Italia e Spagna, L’Ordine Nuovo, anno I n. 70.
E dopo 99 anni eccoci qui di fronte ad una scelta fondamentale che coinvolge tutti, nella possibilità di costruire un futuro diverso e migliore.
Dopo due mesi drammatici che hanno messo tutti noi di fronte alla nostra storia personale e collettiva la frase di Gramsci riassume in poche parole il tema di fondo del nostro essere al mondo.
Il nostro passato è una condanna o una risorsa?
Uno scenario, un copione, del quale si può essere schiavi oppure diventarne gli autori.
Quale la differenza e il percorso che può dare la possibilità di tradurre una male-dizione da una ri-edizione?
Tutto sta nel monito e aforisma, incipit di questo articolo. 

“La storia è maestra, ma non ha scolari”.
Si torna nella caverna di Platoniana memoria. 

Che fare? Star tutta la vita nell’illusione delle ombre proiettate sul muro di fronte a noi, chiusi nella caverna a guardare oltre al fuoco, senza mai aver il coraggio di alzare lo sguardo, fisso sull’ombelico, oppure uscire alla luce e ascoltare gli insegnamenti dei maestri, della storia, della cultura, fonte di ogni interpretazione della realtà e del destino da riporre finalmente  nelle nostre mani?.

La riapertura proposta dai governanti in Italia ci pone che di fronte a questa scelta, con una specifica metodologia: Try and Learn.

Prova ed impara:
Un atteggiamento coraggioso, proprio di chi affronta con fiducia, disillusione, i due cardini di ogni nostra difficoltà e rinuncia all’agire, per assurgere alla maturità, quello stato di evoluzione della propria identità e personalità in cui si è disposti ad assumersi le proprie responsabilità e le conseguenze delle proprie azioni. 

La paura della riproposizione del peggio vissuto e l’incertezza del futuro.
La sicurezza del passato e l’impossibilità di prevedere il futuro. 

Try and Learn:
Su quali basi se non nell’atteggiamento fiducioso e consapevole può essere messo in pratica tale condotta?
Sull’editing della realtà, non basta un semplice rilettura, ma un’attenta analisi critica di ciò che è stato.
Per entrare in un’attiva consapevolezza, ciò di cui si ha più bisogno nella ri-apertura ad una realtà che è ancora minacciosa.
“Scolari” fuori dalla caverna. In ascolto proattivo.
Ma qualcosa è cambiato dalla chiusura di inizio marzo al 4 maggio data dell’inizio della fase 2.
I maestri fuori dalla grotta hanno letto e scritto, analizzato i fatti, storicizzato il virus, dato un nome e contabilizzato il dramma dell’emergenza sanitaria.
Ora sta a noi tradire la sentenza di Gramsci, e diventare “scolari” per tradurre la Storia e trasformarla da una condanna ad un insegnamento che apre a possibilità di libere scelte per costruire un futuro diverso e migliore.

C’è una parola, un sentimento, che può essere la soluzione di tutto ciò che è stato e non può essere più.
Per superare le incertezze e le paure, ed affrontare il desiderio di prendere in mano la NOSTRA vita, nella consapevolezza che ogni azione sarà sempre più rilevante per noi stessi e soprattutto per “l’Altro”.
Pensando il nostro essere nella realtà in un inevitabile dimensione del NOI.

Per estrapolarne una forma artistica. 

La Nostalgia.

E in questo caso può aiutarci un maestro che ha vissuto tutta la vita al sole, in prima persona, fuori dalla caverna. 

Federico Fellini. 

“Ma voi sapete, i ricordi sono sempre variabili – alla memoria preferisco la nostalgia. Nella misura in cui non è troppo dolorosa o sconvolgente, che non sia troppo invadente, la nostalgia è, per chi crea, un sentimento molto arricchente.
Essa rende il passato più presente, più forte, più colorato, più avvincente, più affascinante.
È per chi deve esprimere attraverso la poesia, la letteratura, la musica, la pittura, anche il cinema, un sentimento più complesso, più ricco, nell’interpretazione della vita, la nostalgia fa parte, io credo, di un’atmosfera di cui non si può fare a meno. 

Essa è la testimonianza che abbiamo incontrato altra gente, che abbiamo vissuto altre cose, altri momenti e forse anche altre vite, la nostalgia è un sentimento che rende il presente trasparente: non è soltanto il riflesso di qualche cosa di passato, essa permette di vivere il passato con il presente, ciò che forzatamente arricchisce il presente.
Io credo che colui che crea esprimendosi realmente attraverso la propria arte, vive sempre tra la nostalgia, e il presentimento.

Ed è in questo spazio impalpabile che si svolge quella operazione magica, quel miracolo che si chiama arte… ”

” Frammento intervista a Fellini del 1988″. 

Perché in questa RI-APERTURA i protagonisti siamo NOI che abbiamo vissuto, sofferto, subito, e Fellini ci dona gli strumenti dal suo bagaglio di vita per far dell’esperienza una possibilità di creazione artistica.

Ricordi, memoria, sentimento, poesia, letturatura, musica, pittura, cinema, interpretazione, vita, per rendere il “presente trasparente”. 

Sta a Noi la scelta. 

Per concludere con un altro maestro: 

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne, Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Italo Calvino. 

Rimanere incatenati e schiavi del passato o autori del nostro e altrui destino ed altrui libertà.

Questa la posta in gioco.
Con la voglia di giocare, vivere, creare un nuovo percorso nella consapevolezza e responsabilità. 

Giovanni Tommasini 

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